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Ex Bredamenarinibus, Comune e Regione: "Il governo ricapitalizzi"

Incontro in Curia tra l’arcivescovo e una delegazione dei lavoratori. Intanto Industria Italiana Autobus attacca il governo: "Solo proclami simili a spot pubblicitari"

Ultimo aggiornamento il 8 settembre 2018 alle 19:13
I lavoratori ex Breda con il vescovo Zuppi (FotoSchicchi)

Bologna, 8 settembre 2018 - Sono ore disperate per Industria italiana autobus, l’azienda composta dalla ex Bredamenarinibus e dalla ex Irisbus di Flumeri (Avellino), ormai a un passo dal crac. Mentre i vertici aziendali accusano il governo – «nessuna formale rassicurazione circa gli annunciati interventi risolutivi» promessi, ma anzi solo «meri proclami propri di spot pubblicitari» –, la Fiom chiede «una immediata convocazione di un tavolo congiunto con tutti i soggetti interessati, a partire dal governo (ministro, non altri) azienda, Regioni (Emilia-Romagna e Campania; ndr), Invitalia, Leonardo in qualità di azionista pubblico». Non solo, questo pomeriggio una delegazione sindacale composta anche da lavoratori è andata in Curia, in via Altabella, per incontrare il vescovo Matteo Zuppi, che già in passato si è interessato alle crisi aziendali del territorio, per chiedere un suo intervento e la sua solidarietà.

Inoltre il segretario regionale della Fiom-Cgil, Bruno Papignani, rivolge su Facebook un appello al Gruppo Leronardo (ex Finmeccanica), chiedendo «un intervento ponte per salvare Industria italiana autobus e poter erogare gli stipendi ai lavoratori. Allo stato è l’unico modo per non fare precipitare la situazione, lo dico a nome dei lavoratori». In ballo ci sono le sorti dei 154 dipendenti dello stabilimento bolognese.

L'INCONTRO - Non solo salvare posti di lavoro ma dare continuità e futuro alla Bredamenarini. Oggi pomeriggio in Comune a Bologna il sindaco Virginio Merola con il presidente della Regione Emilia – Romagna Stefano Bonaccini e l’assessore al lavoro Marco Lombardo hanno incontrato le RSU dell’azienda alla presenza del segretario Fiom regionale Papignani.

Lunedì è prevista un’assemblea dei soci per la ricapitalizzazione ma non esistono certezze sul fatto che questa sia possibile. Nell’incontro le istituzioni hanno riconfermato non solo la vicinanza ma la disponibilità attiva per una soluzione.

“Sono stati presi impegni e fatti annunci – ha detto il sindaco Merola – chiediamo ora che vengano rispettati. Noi siamo aperti a qualunque soluzione che preveda il rilancio dell’azienda e sarebbe importante un segnale di vita da parte del Governo che permetta di rinviare la riunione dell’assemblea dei soci di Industria Italiana Autobus di lunedì. Oggi siamo qui per rivolgere un appello a nome di una città intera per evitare che l’azienda non esista più”.

Il presidente Bonaccini ha ricordato che la Regione Emilia Romagna ha messo in campo un piano per 600 nuovi automezzi grazie a un investimento di 160 milioni assieme alle aziende del trasporto pubblico locale regionali. Ha anche ribadito che se venisse convocato un tavolo al MISE la Regione è disponibile a portare la lista delle commesse delle stesse aziende del Tpl con 1,6 milioni di euro che potrebbero entrare nell’azienda, ma chiede la garanzia che questi fondi finiscano nelle tasche dei lavoratori e non alle banche. Inoltre, si potrebbe agire attraverso la legge regionale 14 sull’attazione di investimenti con fondi per milioni di euro che già nei mesi scorsi hanno permesso a gruppi italiani e stranieri di realizzare investimenti produttivi in Emilia – Romagna.

“Non è questo il tempo dello scambio di accuse tra Governo e azienda – ha detto il Presidente Bonaccini – non ci interessa una disputa ideologica sulla nazionalizzazione, siamo aperti ma vogliamo la continuità aziendale con il rilancio produttivo e la tutela dei posti di lavoro”.

 

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