Nel 2018, in tutta la città metropolitana si sono scambiate 13.596 case
Nel 2018, in tutta la città metropolitana si sono scambiate 13.596 case

Bologna, 10 giugno 2019 - Le compravendite volano, i prezzi sono al palo. Le quotazioni del mattone non si muovono. Nel 2018 in Città metropolitana si sono scambiate 13.596 case (+12,2% rispetto al 2017), di cui 5.901 (+10,5%) a Bologna. Nel primo trimestre di quest’anno in città il trend si è confermato (+12,9%). Ma i prezzi, l’anno scorso, non hanno dato segni di vita: sono cresciuti di un misero 0,06% in città, arrivando a quota 2.796 euro, mentre nel resto della provincia scendevano dello 0,41%, a 1.560 euro. Medie da prendere con le pinze: in città si possono pagare 4.425 euro al metro quadrato per una casa nella zona Agricola sud (in pratica sui colli) o 2.000 nella zona Marco Polo-Pescarola (nel quartiere Navile), mentre fuori città si va dai 2.287 euro della prima cintura sud (dove si trova San Lazzaro, il comune con i redditi più alti della provincia) ai 1.077 euro della zona montana. I numeri sono dell’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle entrate, che pochi giorni fa ha pubblicato le statistiche regionali annuali.

La costante, nel capoluogo, è rappresentata dalla metratura: cala, anno dopo anno, inesorabilmente. L’anno scorso la superficie media delle case scambiate è scesa a 89,4 metri quadrati: nel 2015 erano 91 e da allora il segno è sempre stato negativo. Incidono il boom delle case più piccole: gli acquisti di appartamenti sotto i 50 metri quadrati di superficie sono volati sia nell’intera provincia (+22,78%) sia nel capoluogo (+16,77%).

Per il resto, le statistiche dell’Agenzia delle entrate fotografano una realtà dai due volti, sia dentro porta sia fuori. In provincia, le vendite volano soprattutto nella prima semicintura sud, che raggruppa tutti i comuni più ricchi: qui in 12 mesi si sono comprate e vendute 1.533 case, quasi 260 in più del 2017 (+20,9%). Le quotazioni, intanto, salivano a 2.287 euro al metro quadrato (+0,39%). Nello stesso periodo, in montagna, i prezzi scendevano a 1.077 euro (-2,54%). Significa una perdita di 28 euro al metro, che su una casa di 100 metri quadrati valgono una perdita di valore intorno ai 2.800 euro, in un solo anno. Qui le compravendite sono state 628, in crescita di appena il 4,6% rispetto al 2017: l’aumento meno marcato di tutta la provincia. I prezzi sono calati anche a nord. Nella prima semicintura nord (Anzola dell’Emilia, Calderara di Reno, Castel Maggiore, Castenaso e Granarolo dell’Emilia) sono scesi a 1.719 euro al metro quadrato (-0,5%), mentre nella seconda semicintura nord (Argelato, Crevalcore, San Giovanni in Persiceto e altri 14 campanili) calavano dello 0,94%, a quota 1.478 euro.

Anche in città la situazione è tutt’altro che omogenea e non solo perché, a parità di dimensioni, una casa sui colli costa il doppio di una in periferia. Anche rimanendo nel centro storico, dove l’anno scorso si sono vendute 1.113 case (+11,6%) per un prezzo medio di 2.954 euro al metro quadrato (+0,8%), ci sono grandi differenze. In zona Galvani si pagano 3.525 euro al metro quadrato, mentre in zona Marconi-Porto si scende a 2.408 euro. La sorpresa è l’andamento della cintura esterna sud (Saragozza, zona stadio, zone pedecollinare e semicollinare). È uno dei territori più ricercati, dove una casa costa molto più che in centro: 3.531 euro al metro. Eppure l’anno scorso si sono registrati solo 564 acquisti, in calo dell’8,2%, e i prezzi degli affari conclusi sono scesi dello 0,7%. Dall’altra parte, nella cintura esterna nord (che comprende zone ricercate come San Vitale-Murri ma anche San Donato, zona Fiera e parte della Bolognina), la sorpresa è rappresentata da Piazza dell’Unità-via Matteotti: si sono comprate 148 case, +30% in un anno, con quotazioni in rialzo a 2.217 euro (+2,3%). Mentre in periferia i segnali peggiori arrivano da Borgo Panigale, Birra e Casteldebole: acquistate 301 case, in calo del 3,5%, con quotazioni a 2.223 euro (-2%).