Lavoro, c'è richiesta per le professionalità ad alta specializzazione

Castel San Pietro (Bologna). 8 febbraio 2018 - Quando lunedì scorso, a Minneapolis, i Philadelphia Eagles hanno superato i New England nella finale del Super Bowl (VIDEO), l’evento sportivo più seguito negli States, sessantasettemila persone in uno spazio piccolissimo hanno preso il loro cellulare e hanno iniziato a inviare raffiche di foto e di video. Se il sistema non è esploso è solo grazie a dei sofisticati ripetitori che amplificano il segnale, moltiplicando lo spazio a disposizione, per permettere a più persone nello stesso luogo di agganciarsi alla medesima cella. D’altronde siamo in America, patria della tecnologia. Peccato che quei ripetitori li facciano a Castel San Pietro Terme. È la Teko Telecom a realizzarli, per poi venderli in tutto il mondo, visto che realizza l’80% del fatturato fuori dall’Italia. E ne farebbe molti di più, se solo riuscisse ad assumere quei 120 nuovi dipendenti che sta disperatamente cercando e che non trova. D’altronde la crescita è stata fulminea.

La Dmm spa cerca e non trova personale: "Assumiamo giovani di carattere"

«Solo nel 2013 – racconta il presidente e ad, Remo Ricci -, eravamo in 39. Oggi siamo 200, con un’età media di 36 anni, e puntiamo a diventare 320 nei prossimi due anni». Manna dal cielo in tempi di crisi, eppure questi ragazzi non si trovano. Va detto: le pretese sono alte. Servono periti e soprattutto laureati, in ingegneria elettronica, informatica e delle telecomunicazioni, con voto minimo 110 su 110. Ma «abbiamo in mano grandi progetti – chiarisce Ricci – Da tre anni siamo concentrati nello sviluppo di una nuova piattaforma innovativa per l’ottimizzazione della rete 4G e i prospettiva della 5G». Roba da americani, ma è bene chiarire due cose. La prima è che la Jma, società statunitense che nel 2013 ha acquisito la Teko Telecom, non ha comprato un concorrente: nell’ottica del gruppo, che impiega 1000 persone e fattura 300 milioni di dollari in tutto il mondo, la Teko Telecom è l’unica business unit per le tecnologie wireless, con 20 dipendenti in Usa che rispondono all’Italia.

La seconda è che le sfide, nell’azienda di Castel San Pietro, non sono arrivate con gli americani, ma c’erano da prima. Vedasi tutto l’impianto Isoradio, e quel sistema di ponti che ci permette di non perdere mai il segnale in galleria. «Qui la ricerca è continua, e le possibilità di soddisfazione infinite: posso presentarle ragazzi che sono passati dall’assunzione al loro primo prodotto progettato e messo sul mercato mondiale in nove mesi».

Eppure «siamo sotto di 40 assunzioni» ammette Ricci. Il problema? «E’ complicato instaurare piani di collaborazione con molte università italiane». Il fiore all’occhiello è l’Alma Mater: «Posso testimoniarle che la preparazione media di un ingegnere dell’Alma Mater è nettamente superiore a quella di un suo pari laureato americano».

Intanto a Castello stanno sorgendo un nuovo stabilimento da 12mila metri quadrati e un museo della radiofonia più punto di accoglienza alla clientela internazionale. Che verrà qui, nella periferia industriale di Castel San Pietro? Ricci sorride: «Siamo la terra di Marconi, e coltiviamo competenze specifiche da decenni. Per gli esperti del settore, noi siamo la silicon valley. E non possiamo che crescere, ma solo se mi fa una cortesia: pubblichi la nostra mail: hr-teko@jmawireless.com. E speriamo che ci inviino i curricula».