Medicina (Bologna), 5 settembre 2018 - La cessione dolorosa ma inevitabile dei rami d’azienda in difficoltà a Patfrut e, nonostante il calo dei dipendenti da 255 a 58, il salvataggio di buona parte degli esuberi sempre passati al gruppo ferrarese. Questo il nuovo assetto di Cesac di Medicina (centro economico servizi agricoli e cantina) che, dopo la crisi finanziaria, vuole rinascere, grazie anche a una nuova guida: il neo presidente è Michele Filippini, 48 anni, laureato in Giurisprudenza, con una comprovata esperienza amministrativa e gestionale sia nelle istituzioni pubbliche che nel mondo imprenditoriale. A lui ora il compito di ripartire dopo il piano di ristrutturazione e riorganizzazione aziendale finalizzato a ricostruire il rapporto di fiducia con i soci conferenti e con tutti gli interlocutori.

I numeri attuali vedono un necessario ridimensionamento: la cessione del ramo orticole e quarta gamma (prodotti freschi confezionati pronti per il consumo) a Patfrut con un fatturato che si riduce di un terzo e la forza lavoro di circa due terzi. Gli esuberi che si attestavano sui 190 dipendenti, tra fissi e stagionali, sono stati assorbiti in parte dalla Patfrut e altri 75 sono usciti volontariamente.

Il fatturato, quindi, scenderà nel 2018 da 63 a circa 45 milioni di euro. Cesac opera soprattutto nella provincia di Bologna: gli stabilimenti sono presenti a Sant’Antonio e località Via Nuova di Medicina, ad Altedo, Sala Bolognese, San Matteo della Decima, e anche a Conselice nel Ravennate. L’obiettivo per il futuro è molto chiaro: «Vogliamo chiudere il bilancio 2019 in attivo – sottolinea Filippini – e avviare il percorso di risanamento economico-patrimoniale e il riequilibrio finanziario». Buone notizie per banche e affiliati: «Il risanamento parte dal fare fronte al pagamento dei prodotti conferiti dai soci – continua Filippini –, in particolare cereali e orticole. Contemporaneamente, possiamo risanare il bilancio e di conseguenza ricapitalizzare la società, in piena collaborazione con gli istituti bancari». «L’accordo con Patfrut, reso possibile anche dal contributo del sistema cooperativo, ha tamponato le difficoltà registrate negli ultimi mesi, ma – precisa il neopresidente – il vero lavoro di ristrutturazione comincia adesso con la riorganizzazione del personale in base alle principali attività di business e il migliore utilizzo delle risorse materiali della cooperativa».

Il risanamento della cooperativa passa attraverso i professionisti come Sauro Bettoli che è stato nominato procuratore speciale: «A lui è stato affidato il compito di realizzare il piano di risanamento – aggiunge Filippini –, basato in particolare sulla diminuzione delle spese generali e sulla riorganizzazione della struttura tecnica e amministrativa». La mission del neo presidente è fondamentale per la sopravvivenza di Cesac: «Chiudere il 2019 con un bilancio in attivo, ma già alla fine del 2018 vogliamo riportare in utile la gestione caratteristica dei singoli settori – conclude Filippini –. In questo percorso saremo accompagnati dall’intervento finanziario del sistema Confcooperative, la nostra organizzazione di riferimento che si è subito mossa a tutti i livelli per salvaguardare soci e lavoratori».