BENEDETTA DALLA ROVERE
Economia

Donazioni e lasciti al terzo settore, l’appello di Ant: “Mancano i decreti attuativi”

Il convegno ha riunito notai, avvocati e commercialisti. Il bilancio sociale dell’associazione: 3mila pazienti assistiti ogni giorno in 20 regioni. “Quasi tutto grazie ad aziende e privati”

Bologna, 10 novembre 2023 – Come affrontare il tema delle donazioni, dei legati testamentari e delle eredità destinate al terzo settore. È questo il tema che Fondazione Ant ha analizzato nel corso di un convegno, ospitato dalla Banca di Bologna a Palazzo de Toschi, che ha riunito gli ordini degli avvocati, notai e commercialisti di Bologna. “L’idea di partecipare insieme ad un grange progetto è stato l’aspetto più importante”, sottolinea la presidente di Fondazione Ant Italia, Raffaella Pannuti (video).

Il convegno Ant sui lasciti testamentari al terzo settore (foto Schicchi)
Il convegno Ant sui lasciti testamentari al terzo settore (foto Schicchi)

E proprio l’insieme dei saperi e delle competenze sono necessari per fare in modo che le donazioni, messe generosamente a disposizione dai cittadini, possano andare a buon fine e aiutare le associazioni del terzo settore a crescere e fare ricerca. “C’è una legge, la 117 del 2017, sulla riforma del terzo settore, ma ancora mancano i decreti attuativi – prosegue Pannuti – . Le associazioni non sanno bene come migrare nel Runts, il registro unico del volontariato, e ci sono diverse problematiche che in questo momento noi vogliamo cercare di portare all’attenzione dei professionisti”.

Importante è stato anche l’apporto di Banca di Bologna, che tramite il presidente Enzo Mengoli, “è vicina a Fondazione Ant”. “Da sempre noi sentiamo la responsabilità sociale e la solidarietà – aggiunge Mengoli – . Cosa vuol dire? È semplicissimo, restituire al territorio parte della ricchezza che ci ha consentito di creare. Questo noi cerchiamo di farlo da sempre: nell’esercizio passato abbiamo sostenuto oltre 50 enti, in particolare nel mondo delle associazioni e delle Onlus, tra cui c’è anche Ant con la quale abbiamo un rapporto consolidato”.

Entrando nello specifico, l’incontro è servito per sviscerare il tema delle donazioni negli aspetti civili e fiscali, grazie agli interventi degli avvocati Tiziana Zambelli e Luigi Balestra, professore e membro del Consiglio di presidenza della Corte di Conti, dei commercialisti Claudio Orsini e Matteo Pozzoli, professore e componente dell’ufficio legislativo del Consiglio nazionale dei Commercialisti. Insieme a loro sono intervenuti anche i notai Claudio Babbini e Alessandro Torroni e ha concluso i lavori la direttrice di QN, il Resto del Carlino, La Nazione e Il Giorno, Agnese Pini.

“Abbiamo analizzato alcune caratteristiche della donazioni punto di vista giuridico, e si sono evidenziati i benefici che i donatori possono avere facendo donazioni ad enti di terzo settore, tra cui la Fondazione Ant”, spiega il commercialista Claudio Orsini.

Dei lasciti testamentari ha parlato anche il notaio Torroni di Forlì, che si è concentrato “sul tema della donazione e su istituti affini, come le liberalità indirette e l’atto gratuito”. “Le liberalità indirette sono un anticipo di eredità come la donazione e vanno conteggiate all’apertura della successione per calcolare la quota di legittima e la quota disponibile – spiega - . Nell’ottica di una sistemazione patrimoniale equilibrata, che non dia luogo a conflitti, è opportuno ricorrere ad una consulenza specialistica per pianificare la distribuzione equilibrata del patrimonio”.

Il bilancio sociale di Ant

Fondazione Ant ha colto l’occasione anche per illustrare il suo bilancio sociale. Nel 2022 sono state 10.857 le famiglie di pazienti oncologici seguite dall’associazione in 20 regioni italiane e 3.000 i pazienti assistiti al giorno, con un indice di soddisfazione pari all’88,9%. Il servizio offerto da Fondazione Ant è reso possibile grazie all’apporto di 2017 volontari e alle donazioni di oltre 23mila tra imprese e persone fisiche che hanno contribuito a raccogliere 28,4 milioni di euro. “Ant deve l’80% del suo bilancio dalle donazioni di privati e aziende – spiega Pannuti – : una donazione moltiplica le risorse che le vengano date”. “Il Covid è passato – aggiunge – ma gli strascichi ci sono ancora. Il modello di assistenza domiciliare per i malati oncologici in fase avanzata e avanzatissima ha sempre degli aspetti di innovazione e devono essere calibrati su una società che cambia e su questo – precisa – gli enti del terzo settore devono poter dare un contributo”. Con la crisi energetica in atto, ad esempio “fare in modo che le persone si curino a casa consente al Sistema sanitario nazionale un risparmio importantissimo, evitando l’uso delle strutture residenziali”.

L’oblio oncologico

Elemento chiave della mattinata è stato anche il tema dell’oblio oncologico, toccato nella sua relazione dalla direttrice Pini. “La legge sull’oblio oncologico è un atto di giustizia nei confronti di chi con fatica ha superato una malattia che fino a poco tempo fa neppure si nominava, perché era considerata inguaribile – ha spiegato - . E anche quando la medicina ci ha consentito di capire che il tumore poteva essere considerato una malattia curabile, lo stigma sociale è rimasto. Noi continuiamo a considerare i pazienti che hanno affrontato e superato il tumore come ex malati o sopravvissuti, quindi sostanzialmente vittime. La legge sull’oblio oncologico, invece, ci consente invece di sentire il dolore che queste persone hanno subito e che hanno continuato a subire a causa di leggi discriminatorie, che violano i diritti umani e che vietavano ad esempio a chi ha sconfitto il tumore di adottare un bambino, accendere un mutuo o una polizza assicurativa. La legge sull’oblio oncologico consente di riconoscerli come esseri umani, non come malati, ex malati, sopravvissuti o vittime, ma semplicemente come persone – conclude Pini - e restituire loro dignità e possibilità di ricostruirsi anche sul piano affettivo, morale ed economico, la vita a cui hanno diritto, come tutti noi”.

L’invito di Fondazione Ant alle istituzioni è quello di “ascoltare le organizzazioni che operano sul territorio” prima di legiferare. “È fondamentale che le istituzioni pubbliche, che si trovano in grandissima difficoltà a livello economico, almeno favoriscano la raccolta fondi e aiutino le organizzazioni del terzo settore ad essere parte della società”, conclude Pannuti per la quale il settore pubblico e il privato sociale “devono procedere insieme”.