Peperoni

Bologna, 21 ottobre 2015 - Dal 18 gennaio, il Caab per come lo conosciamo, ufficialmente non esisterà più. Due giorni prima i 17 grossisti, i circa 80 produttori e le 20 società di servizi si trasferiranno definitivamente in Nam, la Nuova area mercatale che sta sorgendo al posto di quella che una volta era la piattaforma di carico e scarico. Da gennaio, quindi, i lavori per la realizzazione di Fico Eataly World, il parco agroalimentare ideato dal presidente di Caab, Andrea Segrè, e realizzato insieme con Eataly (Oscar Farinetti) e Coop Adriatica (Tiziana Primori, che è anche ad di Fico), subirà un’accelerata finale per arrivare all’apertura primaverile. Sfumata l’inaugurazione in tempo per la chiusura di Expo, all’esposizione universale comunque Fico si presenterà lunedì prossimo per un simbolico passaggio del testimone.

Da Milano verranno presentati infatti i dettagli del parco bolognese, i nomi delle 40 aziende che animeranno le filiere e i laboratori didattici e tutte le caratteristiche non ancora svelate. L’idea, che fa impazzire gli stranieri innamorati di cibo italiano, vale la pena ricordarlo, è quella di mostrare tutte le principali filiere produttive della dieta mediterranea, dagli alberi da frutto alle marmellate, dagli allevamenti di vacche al parmigiano reggiano e le bistecche, dalle api ai dolci al miele, e via dicendo. Il conto alla rovescia è incominciato: il Resto del Carlino lo seguirà con uno speciale (clicca).

Ecco dieci piccole verità sul cibo, selezionate tra le centinaia che Fico svelerà ai visitatori.

1) Per il raffreddore serve un peperone

Nell’immaginario di tutti (pubblicitari compresi), la prima miniera di vitamina C sono le arance. Eppure, nella top ten della preziosa vitamina, gli agrumi stanno solo al nono posto. Sul podio ci sono i peperoncini (242,5 mg ogni 100 grammi), amche se per ovvi motivi è difficile consumarne grandi quantità. L’alternativa? I peperoni: (184 mg ogni 100 g), contro i 60 mg ogni 100 delle arance. Hai il raffreddore? Fatti una peperonata

2) Una bufala per cominciare

Preziosa già in origine, le tracce della ‘mozza’ di bufala portano a un convento sulle alture di Aversa (Ce): i monaci ne davano una fetta in premio ai fedeli giunti fin lì.

3) Meglio il frutto oppure la foglia?

Frutto sopraffino, il fico d’India. Così buono che, pur di mangiarlo, vale la pena affrontarne le spine sottili e insidiose. Eppure, incredibile, ma vero, in Messico il fico viene buttato via per mangiare... la ‘paletta’. Trattasi del nopal, la foglia spinosa dell’opuntia, che consumata fritta o bollita è al centro di decine di ricette prelibate e soprattutto rappresenta un mercatostrategico: 10 mila produttori per 150 milioni di euro di incassi

4) Origano e menta potenti aspirine

Il migliore antibatterico è presente in natura. Si chiama origano. Consumato in olio essenziale è un potente antivirale e antisettico, in compagnia della menta

5) Acqua nel vino, il nettare degli dei

L’acqua nel vino oggi è sinonimo di gran fregatura. Non la pensavano così gli antichi romani, che abitualmente consumavano il frutto della vite allungato, e per molti motivi. Il primo? Reso più facilmente deperibile da una vinificazione ancora semplice, il vino romano spesso aveva un po’ di spunto. Ovvero: era aspro e acetoso. Meglio allungarlo, tanto più che non era l’unica eresia: e se vi dicessero che spesso veniva servito caldo?

6) Troppo facile dire parmigiano

Le condizioni imprescindibili per poter dire Parmigiano? Luogo e modalità di produzione, tipo di vacca e quello che mangia: che sia esclusivamente erba medica

7) La mortadella cugina dei wurstel

Mortadella, prezioso prodotto gastronomico bolognese, viene prodotto ancora seguendo al dettaglio l’antica ricetta che ha origini... tedesche. Non è un’eresia, bensì una delle teorie sull’origine del salume, che si vuole derivare da un adattamento in salsa locale di certi salumi tipici della cultura gastronomica tedesca, portati sotto le Due Torri già attorno all’anno Mille dai primi studenti fuorisede all’Alma Mater Studiorum

8) Madama ape, sensale di nozze

Il più prezioso tra i cibi è di sicuro il miele. Soprattutto perché, per produrlo, le api rendono possibile l’impollinamento dell’80% di specie botaniche presenti in natura

9) Braccio di Ferro, perché ci inganni?

La forza di Braccio di Ferro, di sicuro risiede altrove. Non certo negli spinaci che, al di là della vulgata, sono tra i cibi meno ricchi di ferro assimilabile. Ne ha molto di più la carne rossa: per fare pari con 200 grammi di filetto servirebbero 5 chili di spinaci. Il mito? Nascerebbe da un errore: una virgola messa nel posto sbagliato a fine Ottocento. Allora perché mangiarli? Perché sono ricchi di acido folico, vitamine, zinco, potassio...

10) Piccante, croce e delizia

Quel cibo era troppo piccante? Lasciate perdere l’acqua: la capsaicina, responsabile del bruciore, non è solubile. L’antidoto, provare per credere, è il pane con olio.