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12 ott 2017

L’Emilia Romagna si candida a ospitare l’impianto per test di fusione nucleare

Dovrebbe avere sede nell’impianto Enea sul lago Brasimone. Il progetto vale 500 milioni di euro

12 ott 2017
(DIRE) Bologna, 12 ott. - Prima di presentarla al ministero dello Sviluppo economico e all'Enea, la candidatura e' stata condivisa anche con l'Alma Mater di Bologna, che il 26 settembre ha inviato alla Regione la propria manifestazione d'interesse per partecipare al progetto e che il giorno dopo (27 settembre) ha firmato un accordo quadro di collaborazione con l'Enea per supportare la realizzazione del Dtt. Non solo. Il 29 settembre anche la Regione Toscana, con una comunicazione del presidente Enrico Rossi, ha espresso "piena condivisione" per la candidatura dell'Emilia-Romagna, "anche per le importanti ricadute sul tessuto produttivo dei territori di entrambe le Regioni" grazie all'impianto sul Brasimone. "La produzione di energia attraverso fusione nucleare non presenta rischi di emissioni radioattive- sottolinea la Regione- ne' conseguenze ambientali ed e' al tempo stesso in grado di produrre grande quantita' di energia da immettere nella rete". La realizzazione di questo progetto, dunque, "rappresenta una grande opportunita' dal punto di vista scientifico e tecnologico per il nostro Paese, con la possibilita' di generare una svolta nella produzione di energia pulita e sicura per il futuro", ma anche "per lo sviluppo economico e la generazione di occupazione nel territorio montano e per il rafforzamento delle attivita' di ricerca nella nostra Regione". A livello internazionale si e' costituito il Consorzio EuroFusion, che vede impegnati diversi Paesi e che ha l'Enea come partner principale, con lo scopo appunto di realizzare un impianto dimostrativo in grado di fornire energia elettrica da fusione nucleare entro il 2050. Il progetto Dtt e' stato presentato alla Ue per ottenere il finanziamento che potrebbe "trasformare la proposta in un programma sperimentale" da portare avanti nei prossimi anni. (San/ Dire) 12:12 12-10-17
La sede Enea sul lago Brasimone (Foto Dire)
(DIRE) Bologna, 12 ott. - Prima di presentarla al ministero dello Sviluppo economico e all'Enea, la candidatura e' stata condivisa anche con l'Alma Mater di Bologna, che il 26 settembre ha inviato alla Regione la propria manifestazione d'interesse per partecipare al progetto e che il giorno dopo (27 settembre) ha firmato un accordo quadro di collaborazione con l'Enea per supportare la realizzazione del Dtt. Non solo. Il 29 settembre anche la Regione Toscana, con una comunicazione del presidente Enrico Rossi, ha espresso "piena condivisione" per la candidatura dell'Emilia-Romagna, "anche per le importanti ricadute sul tessuto produttivo dei territori di entrambe le Regioni" grazie all'impianto sul Brasimone. "La produzione di energia attraverso fusione nucleare non presenta rischi di emissioni radioattive- sottolinea la Regione- ne' conseguenze ambientali ed e' al tempo stesso in grado di produrre grande quantita' di energia da immettere nella rete". La realizzazione di questo progetto, dunque, "rappresenta una grande opportunita' dal punto di vista scientifico e tecnologico per il nostro Paese, con la possibilita' di generare una svolta nella produzione di energia pulita e sicura per il futuro", ma anche "per lo sviluppo economico e la generazione di occupazione nel territorio montano e per il rafforzamento delle attivita' di ricerca nella nostra Regione". A livello internazionale si e' costituito il Consorzio EuroFusion, che vede impegnati diversi Paesi e che ha l'Enea come partner principale, con lo scopo appunto di realizzare un impianto dimostrativo in grado di fornire energia elettrica da fusione nucleare entro il 2050. Il progetto Dtt e' stato presentato alla Ue per ottenere il finanziamento che potrebbe "trasformare la proposta in un programma sperimentale" da portare avanti nei prossimi anni. (San/ Dire) 12:12 12-10-17
La sede Enea sul lago Brasimone (Foto Dire)

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