Bologna, 19 luglio 2018 - Una volta, grazie alle 150 ore, una generazione di operai riuscì a prendere il diploma di terza media. Poi è arrivata l’epoca delle borse di studio per i figli e dell’aiuto per l’acquisto dei libri di testo. Ora, nel pieno della rivoluzione tecnologica dell’industria 4.0 e della fabbrica intelligente, le più importanti aziende bolognesi rilanciano permessi e borse studio per i dipendenti che decidono di studiare e aggiungere un altro titolo nel curriculum. I numeri, in aumento, dimostrano che la tendenza è destinata a crescere. E la Fiom, nella stagione dei rinnovi dei contratti di secondo livello, pensa di estendere il modello anche alla media impress. Prendendo esempio i campioni del made di Bo. Alla Bonfiglioli, per esempio, i dipendenti che appendono il diploma al muro possono contare su un contributo da 600 euro a cui si aggiungono 200 euro per l’indirizzo tecnico industriale. Mille euro sono previsti per la laurea triennale (l’aggiunta di 200 euro vale per ingegneria o informatica).

La borsa di studio per la laurea specialistica sale a 1.500 euro con le maggiorazioni previste per le due specializzazioni di cui sopra. Infine il dottorato di ricerca che arriva 1.800 euro. L’accordo della Gd, invece, è un po’ diverso. Prevede il rimborso delle tasse di iscrizione e delle spese sostenute per i libri di testo. Chi si iscrive alle scuole secondarie, in più, ha 40 ore di permessi retribuiti per ogni bimestre. Gli operai o colletti bianchi universitari, invece, avranno lo stesso benefit per ogni esame sostenuto e per la preparazione della tesi.

Ima ha stabilito con i sindacati un premio di mille euro per gli assunti a tempo indeterminato che conseguiranno un diploma in meccanica, elettrica, elettronica, ed elettrotecnica con un voto superiore ai 70 centesimi. La lauree in Ingegneria, Informatica, Economia, Lingue, Giurisprudenza, Psicologia, Matematica, Fisica valgono un assegno di 1.000 euro (percorso triennale), 2.000 euro (specialistica) e 2.500 (ciclo unico). Alla Lamborghini, invece, chi conquista un diploma aumenta lo stipendio di 60 euro al mese, mentre con la laurea si arriva a 75 euro per ogni stipendio.

Anche in Ducati, altra bolognese di proprietà dei tedeschi di Audi, sono previsti permessi per motivo di studio. I numeri, come detto, sono in crescita. Alla Gd, per esempio, sono 18 i dipendenti che hanno usufruito di permessi studio nell’ultimo anno, alla Ducati sono in 8 come alla Bonfiglioli mentre sono 6 quelli di Ima. Il record va alla Lamborghini con 40 addetti che stanno utilizzando i permessi studio. Le aziende confermano che le richieste sono in crescita e ora, grazie anche alle novità dell’ultimo contratto delle tute blu, potrebbe essere replicate in azienda di taglia inferiore. «È una contrattazione che va estesa anche alle altre medie aziende, tutte quelle che hanno più di cento addetti», dice il segretario delle Fiom bolognese, Michele Bulgarelli che parla anche del mutamento in atto nella composizione delle grande aziende. Con gli operai in calo vertiginoso e gli impiegati in aumento. «I dati ci dicono che un metalmeccanico su due è un colletto bianco con un lavoro più tecnico e a maggiore valore aggiunto – conclude –. Questa contrattazione va incontro alle esigenze di queste figure e dimostra che le nostre migliori aziende hanno una forte sensibilità sul tema».