Bologna, 3 agosto 2021 - "Non esiste in alcun modo che in pochi secondi, il tempo di un messaggio su whatsapp, si possano licenziare lavoratori e lavoratrici. Le vertenze aziendali si gestiscono secondo procedure definite, nel rispetto delle norme, in tavoli ai quali siedono azienda, sindacati, istituzioni ed enti locali". Così il presidente dell' Emilia- Romagna Stefano Bonaccini sui lavoratori Logistic Time, appaltante di Logista. "Faremo di tutto per impedire un colpo di mano che calpesta in primo luogo la dignità" dei lavoratori. "Coinvolgeremo il ministero del Lavoro, per chiedere con fermezza il rispetto delle procedure previste, rigettando blitz di qualsiasi tipo", aggiunge.

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Logistica, la protesta dei lavoratori e il messaggio dell'azienda

Ieri i sindacati, Si Cobas e Cgil, avevano segnalato la chiusura dello stabilimento di Bentivoglio con un messaggio inviato ai lavoratori via chat whatsapp il 31 luglio verso le 22, dove si diceva "Da lunedì 2 agosto lei sarà dispensato dall'attività lavorativa. Cordiali saluti". Ieri la Città metropolitana ha annunciato l'attivazione del Tavolo di Salvaguardia per il 4 agosto.

L'azienda: "Il messaggio? Non era una lettera di licenziamento"

Il messaggio WhatsApp inviato agli addetti del magazzino Logista di Bentivoglio "non si configura come lettera di licenziamento". A dirlo è Logistic Time Srl, la società che ha in gestione il sito produttivo, in risposta alle denunce dei sindacati Si Cobas e Filt Cgil. In ballo in questa vicenda, in totale, ci sono un centinaio di posti di lavoro.

I dipendenti: "Nessuno ci ha mai parlato di crisi"

Logistic Time srl spiega a di aver incontrato i propri dipendenti ieri e "di averli informati della progressiva riduzione delle attività operative presso il sito di Bologna, la cui chiusura è prevista per il prossimo 31 agosto 2021".

Inoltre, prosegue l’azienda, che da sola impiega 67 addetti per i servizi di handling, "a fronte delle modificate esigenze operative, è stato inviato anche un messaggio ai lavoratori di turno dispensandoli, sebbene retribuiti, dalla giornata di lavoro lunedì 2 agosto 2021 al fine di organizzare le attività del sito, che non si configura come lettera di licenziamento".

Ma ci sono anche 15 dipendenti diretti di Logista Italia interessati dalla chiusura del deposito all'Interporto, nell'area 7, nel Comune di Bentivoglio. La società spiega in una nota che "Sono stati incontrati e informati personalmente da parte dei responsabili" del gruppo e per loro "sarà avviato un percorso personalizzato di ricollocazione". La società - che occupa in Italia, tra diretti e indotto, circa 3.000 persone - aggiunge: "Comprendiamo i disagi che si presentano in queste occasione, ma ci auguriamo che si trovino le soluzioni più adeguate per tutti i lavoratori coinvolti". 

"L'introduzione di nuove normative di settore - viene spiegato da Logista - richiede una sempre maggiore dinamicità dei servizi offerti che non possono prescindere da un continuo miglioramento infrastrutturale, organizzativo e tecnologico. È in quest'ottica che Logista Italia ha avviato importanti investimenti per la modernizzazione e lo sviluppo della propria rete logistica e dei servizi offerti, adottando soluzioni all'avanguardia e una sempre maggiore attenzione alla sostenibilità. Ciò comporta, tra le altre cose, una riorganizzazione della rete e delle attività operative in siti tecnologicamente sempre più avanzati. La chiusura, che avverrà entro il prossimo primo settembre, interessa unicamente uno degli otto siti distributivi in Emilia-Romagna, dove dunque resta una forte presenza di Logista Italia".

I sindacati: "Il tavolo di crisi si muova subito"

Cgil Cisl e Uil "reputano grave quanto avvenuto, stigmatizzando tale comportamento. In un momento che dovrebbe essere di riavvio delle fasi produttive per il nostro territorio, mettere in discussione i rapporti di lavoro delle persone è dannoso e non in linea con la realtà. Inoltre il quadro che ci si prospetta davanti è ancor più ampio e preoccupante: infatti pare siano interessati dalla vicenda non solo i lavoratori della logistica ma anche quelli di altri settori, come l’alimentare", fanno sapere i sindacati in una nota.

Pertanto "il tavolo di crisi metropolitano deve essere immediatamente operativo e portare l’azienda a mantenere i posti di lavoro sul territorio". 

Infine, Cgil Cisl e Uil "riconfermano, alla luce delle espressioni di solidarietà emerse da varie parti politiche, uno dei punti contenuti nel loro documento rivolto ai candidati sindaci e cioè costruire un riconoscimento pubblico, sociale, del buon lavoro. Questo deve valere non solo per il settore della logistica ma complessivamente per tutti i settori merceologici del territorio metropolitano".