Mensa scolastica (foto Dire)
Mensa scolastica (foto Dire)

Bologna, 11 giugno 2018 - In un sol boccone, Camst si ‘pappa’ il 60% di Gemeaz-Elior. Dall’1 agosto, se «l’intenzione» trova i punti fermi necessari, Ribò sarà tutta in quota al colosso della ristorazione di via Tosarelli che salirà dal 40% al 100%. Da settembre, dunque, Ribò-Camst sfamerà, per conto del Comune, 18mila bambini di materne ed elementari.

«Camst – fanno sapere dalla cooperativa – conferma l’intenzione di acquistare i rami d’azienda relativi ai centri pasti di Erbosa e Casteldebole oggi gestiti da Elior, condividendo con la stessa l’attivazione dell’iter necessario a tutelare tutti i posti di lavoro dei centri pasti e dei terminali che servono le scuole». E’ un colpo di scena di non poco conto questa cessione del ramo di azienda, come si legge sulle comunicazioni inviate, ai sindacati di categoria di Cgil-Cisl e Uil, dai due protagonisti. In una quindicina di righe circa, ognuno sulla propria carta intestata, Gemeaz-Elior e Camst informano le parti sociali di questa «intenzione» e annunciano che «gli effetti decorreranno a partire dall’1 agosto». Quando l’accordo sarà operativo, Ribò-Camst aggiungerà, al Fossolo (già di sua pertinenza, ndr), i due centri-pasto Casteldebole ed Erbosa, ora Gemeaz-Elior in cui lavorano 135 dipendenti.

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Coglie di sorpresa la maxi operazione. A cominciare dai sindacati che hanno ricevuto la comunicazione il 5 luglio scorso. E ora aspettano di essere convocati per capirne i termini. Basti pensare che, ad esempio, in Camst gli 84 dipendenti del Fossolo hanno un contratto integrativo migliore rispetto a quello dei 135 Gemeaz Elior che potrebbero, così, essere allineati. Nel frattempo, il Comune ha messo al lavoro i tecnici dell’Ufficio gare e appalti per verificare se l’azienda che subentra, appunto Camst, abbia i requisiti richiesti dalla gara di appalto.

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Ribò, infatti, è un’associazione temporanea di impresa (Ati) che Gemeaz-Elior e Camst costituirono in occasione della gara comunale del 2015. Cinque gli anni dell’appalto che scadrà nel 2020 e che aveva come base 70milioni di euro. Ribò se l’aggiudicò con un’offerta da 66 milioni e 140mila euro. Con questa cessione, auspicata sottovoce da molti, si chiude un capitolo molto burrascoso per Ribò che, in questi tre anni, è finita più volte nell’occhio del ciclone e nella maggior parte dei casi per la quota Gemeaz-Elior.

Duro il braccio di ferro con i sindacati perché nei centri-pasti Erbosa e Casteldebole, per anni si è lavorato sotto-organico e in condizioni davvero difficili. Con inevitabili scioperi. I mai risolti problemi nella consegna delle termiche nei refettori: in ritardo o in anticipo. E anche qui i nodi maggiori si registravano sempre tra Erbosa e Casteldebole. Per non parlare della pioggia di segnalazioni dell’Osservatorio delle mense cittadine e dei singoli genitori. Dal chiodino nella mozzarella alla puntina nel panino, passando per le lische di pesce, le carote mezze crude e la frutta stra-matura o semi marcia.

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