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1 apr 2016

Ristoranti, tutte le nuove aperture sotto le Due Torri

Bruno Barbieri, Stefano Bartolini, Max Poggi e tanti altri: ecco la guida per orientarsi nei cambiamenti della ristorazione di qualità sotto le Due Torri

1 apr 2016
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A CI BO' SFIDA TORTELLINI E CAPPELLETI vincono le mariette e un altro premio a vincenzo chef
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A CI BO' SFIDA TORTELLINI E CAPPELLETI vincono le mariette e un altro premio a vincenzo chef

Bologna, 1 aprile 2016 - Va a finire che ricorderemo il 2016 come l’anno della scossa, quello che cambiò (in meglio, si spera) un bella fetta della ristorazione bolognese alla vigilia della maxi-operazione Fico. I lavori in corso sono tanti, le ambizioni e i proclami pure. Attorno alle annunciate mosse di big come Bruno Barbieri e di alcuni celebri ristoratori si sta scatenando un risiko di aperture e traslochi, di cuochi ingaggiati e svincolati come al calciomercato, di giovani figli d’arte che hanno deciso di spiccare il volo in proprio. Andando con ordine, il più atteso è ovviamente Barbieri, masterchef medicinese di fama internazionale e recordman di stelle Michelin. Da tempo ha deciso di approdare finalmente in città, allo Sterlino di via Murri, per la gioia dei fan bolognesi che da anni lo seguono come ultras in perenne trasferta, perfino a Londra. Ristrutturazione molto impegnativa e data d’apertura non immediata.

 

Punta su Bologna anche Stefano Bartolini, esperto timoniere della Buca di Cesenatico (una stella Michelin) e dell’attigua, affollatissima, Osteria del granfritto, sullo splendido porto-canale. In piazza Malpighi, angolo Barberia, si sta lavorando al nuovo locale. Con la sua aria sorniona da Nero Wolfe adriatico, Bartolini si limita a poche parole: «Non abbiamo fretta». Ma lascia capire che l’apertura sarà a settembre-ottobre e che il suo ristorante bolognese somiglierà più all’Osteria che alla Buca. Se ne deduce: paste e risotti di tradizione marinara, sardoncini, poverazze e soprattutto un notevole fritto di paranza. Niente male.

E i bolognesi? Non stanno a guardare. Il più attivo è Max Poggi, patron del Cambio, che a fine aprile riaccenderà le luci di un’insegna dal nobile passato: quell’Antica locanda del Trebbo portata a grandi livelli dall’inquieto e geniale Marcello Leoni (appena rispuntato in Romagna). Investimento importante e, conoscendo Poggi, locale di solida qualità, molto atteso anche da certi papaveri della critica gastronomica nazionale. Di conseguenza, Poggi sta rivoluzionando il Cambio di via Stalingrado per differenziare l’offerta. Nuovo direttore del locale è Piero Pompili, quarantenne abile e appassionato, reduce dalla ventennale esperienza dell’Osteria numero sette di Rastignano, molto apprezzata dai ghiottoni e dalle guide.

 

E qui scatta l’effetto domino: chi va all’Osteria numero sette, che peraltro continuerà a chiamarsi così? Risposta: Elena e Matteo Gavioli, finora titolari di un buon ristorante di Zola Predosa, l’Anice stellato. Cucina fresca e moderna, grande cantina, coraggiosa inaugurazione in un giorno difficile (Pasqua).

In zona via Marconi, invece, la novità più interessante si chiama Oltre, via Majani 1. Anche qui si punterà su una cucina bolognese in chiave moderna, proposta da tre giovani soci. In sala Lorenzo Giacomo Costa, cresciuto al Battibecco del padre Nico. In cucina Daniele Bendanti, maturato (eccome) all’Osteria Bottega di Daniele Minarelli. Jacopo Pozzati (figlio di Concetto, pittore e scultore) si è occupato dei raffinati interni. Tutto pronto, apertura da un giorno all’altro. Manca solo un timbro comunale alla licenza per gli alcolici (certi timbri a volte sembrano più impegnativi degli affreschi della Sistina).

C’è anche qualche interessante ritorno. Daniele Simonetti e Stefano Bulgarelli, cuochi nello sfortunato ristorante londinese di Barbieri, sono rientrati a casa. Il primo seguirà il masterchef allo Sterlino. Il secondo ha portato fantasia e freschezza nel menù del Papa Re di Piazza dell’Unità, il ristorante del glorioso e instancabile Dante Casari.

ALTRI affilano le armi per crescere ancora. Il Marconi di Sasso, l’ottimo stellato di Aurora e Massimo Mazzucchelli, riaprirà a fine aprile dopo una radicale ristrutturazione. Nuovo menù, nuovo dehor e molte ambizioni. Assolutamente fondate.

Progetti, iniziative e nuove idee anche per le serate estive, non solo in Montagnola. Ne parleremo. Di certo, il bravissimo Mario Ferrara replicherà da maggio il suo «Scacco matto sotto le stelle» negli orti di via Orfeo, tra i più antichi di Bologna. Verdure e buon pesce in un’atmosfera che pensavamo perduta.

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