Bologna, i giovani promuovono la qualità della vita
Bologna, i giovani promuovono la qualità della vita

Bologna, 16 novembre 2018 - "La politica ha sempre guardato ai giovani come ai bamboccioni e ai choosy. Sbagliato. La cosa impressionante che viene fuori da questa indagine è che i giovani sono quelli che danno la valutazione più alta della qualità della vita, mantenendo le migliori prospettive". Davide Conte, assessore al Bilancio del Comune, è molto soddisfatto dei risultati dello studio demoscopico effettuato dall'ufficio statistico, sulla falsa riga delle analisi multiscopo Istat sulla sulla qualità della vita e sul benessere equo e sostenibile. Il risultato è che secondo gli interpellati a Bologna e dintorni si vive meglio di 15 anni fa. Se al primo posto tra le preoccupazioni c'è il lavoro, nove persone su dieci danno un voto dal 6 in su al territorio, grazie soprattutto i servizi. L'indagine, spiega una nota del Comune, è stata eseguita tra maggio e giugno 2018 con 2.200 interviste telefoniche, di cui 1.400 hanno interessato cittadini del Comune di Bologna e 800 dell'area metropolitana. Il 52,5% del campione è femmina; circa il 20% sono giovani e i rimanenti equamente distribuiti tra adulti, anziani e maturi. Il 46% risiede da sempre nel territorio bolognese e il 23,1% da più di 30 anni. Il 64% del campione ha un diploma o una laurea, ma Bologna presenta un'incidenza di
laureati circa doppia rispetto all'area metropolitana (37% contro 20%), mentre nei Comuni suburbani prevale la percentuale di diplomati (40% contro 35%).

"L'indagine - spiega Conte -, è un nuovo strumento di governo e di dialogo con i cittadini, conferma che il capitale economico e sociale della nostra città sono cresciuti. Un risultato che evidenzia l'impatto positivo delle politiche comunali e dello sviluppo delle aziende". Bologna è cresciuta "non solo come economia,ma anche come tessuto sociale, confermando il mix economico-sociale tradizionale di questa città". A Conte sta a cuore l'analisi di come hanno risposto i giovani all'indagine. "Sono i veri alleati di una politica che vuole far crescere la città. Bisogna dotarsi di politiche non assistenziali, ma che creino spazi di crescita e  nuovi strumenti di formazione". Le giovani coppie crescono. "Le famiglie con figli sono quelle che si caratterizzano per una valutazione molto alta della qualità della vita. In soldoni, chi scommette sulla famiglia investe su un tessuto sociale che cresce. E a Bologna tutti questi fattori sono in fermento". Ma quali spunti prenderà il Comune di Bologna da questa indagine? Sono pronte politiche o provvedimenti particolari? "I punti cardinali sono 3: lavoro, formazione e politiche sulla casa. Sicuramente interverremo per nuovi spazi per l'imprenditorialità. Penso per esempio al manifatturiero, agli atelier per gli artisti, agli spazi per ricercatori. Poi ovviamente ci vorranno nuovi strumenti per la formazione, non possiamo fermarci all'ottima esperienza delle Aldini Valeriani. Infine la casa, una richiesta che cresce, andremo avanti sulle politiche sociali".

Tornando ai dati, dunque, "nove cittadini su dieci danno una valutazione positiva alla qualità della vita nel proprio Comune, in crescita rispetto al 2003 soprattutto nel capoluogo. Stesso giudizio - si legge nella nota - viene dato alla qualita' della vita rispetto alla propria zona di residenza. Le problematiche della zona riguardano in particolare i temi della viabilità, manutenzione, trasporto pubblico, sicurezza e degrado". Quest'ultimo "viene percepito dal 16% degli intervistati (27% se si considera solo Bologna), dato leggermente al di sopra di quello regionale, ma ben al di sotto di quello nazionale", mentre la qualitaà dell'ambiente "comunque soddisfa i tre quarti degli intervistati (64% per la sola Bologna). Nella nostra area metropolitana ci si sente più sicuri che nel resto
della regione o d'Italia: lo dichiara il 66% degli intervistati (56% se si considera la sola Bologna)". 

L'80% del campione, poi, è "soddisfatto del proprio lavoroanche se in misura minore rispetto al passato; più bassa - spiegano Comune e Città metropolitana - la soddisfazione per la remunerazione. Il 90% è appagato dalla propria condizione abitativa, dalle relazioni famigliari e amicali. Rispetto alla soddisfazione per la propria vita nel complesso, l'85% manifesta alto apprezzamento, mentre l'area di malessere interessa solo il 5% del campione. I due terzi degli intervistati riesce ad arrivare a fine mese senza difficoltà o quasi". La valutazione della qualità della vita cresce proporzionalmente al diminuire degli anni di residenza: i neoresidenti (meno di 11 anni) attribuiscono il voto medio piu' alto (7,4 su 10), seguiti dagli adottivi (residenti da 11-30 anni: 7,3). Simili i giudizi di chi risiede da oltre 30 anni o da sempre (7,2).

La famiglia. Dall'analisi della tipologia famigliare emerge nel complesso un'immagine "maggiormente positiva" per i nuclei famigliari rispetto ai single. Per contro, le famiglie con bambini evidenziano difficolta' economiche e le coppie di anziani risultano piu' critiche della media verso la qualita' della vita nel Comune di residenza. Proseguendo, i giudizi positivi raggiungono l'80% per tutti i servizi, in particolare a Bologna emergono quelli culturali: il 48% degli intervistati (56% nella sola Bologna) svolge almeno tre attivita' culturali l'anno. Oltre un quarto degli intervistati fa parte di associazioni di volontariato, con un maggiore impegno nelle aree periferiche. Le reti sociali sono piu' forti rispetto al passato, anche se il 60% degli intervistati è più prudente rispetto al
passato nel dare fiducia alle altre persone.

E la mobilita'? In citta' incontra un "alto gradimento per quanto riguarda il trasporto pubblico e le piste ciclabili, ma minore apprezzamento per parcheggi e traffico. Nell'area metropolitana la tendenza si inverte: valutazioni positive per parcheggi e traffico, ma carenti per manutenzione di strade e ciclabili". Infine, i giovani. Rispetto a tutti gli intervistati, quelli tra i 18 e i 34 anni valutano più positivamente la qualità della vita nel proprio Comune, un aspetto sottolineato dall'assessore Conte. La soddisfazione per la propria vita assume i livelli piu' alti registrati nel territorio (90%), supportata in larga parte (82%) dalla certezza di una visione migliore per il proprio futuro. Le principali preoccupazioni riguardano la condizione economica e le incognite sul futuro con alti livelli di insoddisfazione rispetto alla retribuzione e alla sicurezza del lavoro.