Una manifestazione dei lavoratori Samp in piazza Maggiore (foto d’archivio)
Una manifestazione dei lavoratori Samp in piazza Maggiore (foto d’archivio)

Bologna, 23 febbraio 2021 - Dopo l’uscita di scena del fondo Muzinich e tre settimane in cassa integrazione a zero ore, per i sessanta lavoratori di Sampsistemi arriva una buona notizia: un nuovo acquirente. Lo spettro del fallimento per la società in concordato della galassia Maccaferri, si allontana. Terminati i diciotto giorni di proroga concessi dal giudice, da fonti aziendali risulta che sabato scorso la società finanziaria svizzera Hvd Partners ha presentato l’offerta vincolante per Sampsistemi.

Da quello che trapela, si tratta di una cordata di manager del settore cavi, stesso settore dell’azienda di Bentivoglio, soci di Hvd Partners. E, secondo i bene informati, sarebbero proprio dirigenti del colosso americano Muzinich che hanno deciso di mettersi insieme e rilevare Sampsistemi.

L’azienda di Bentivoglio, comunque, avrebbe già presentato il piano di concordato in continuità indiretta che dovrebbe portare a indire al più presto un’asta dal Tribunale, dopo la verifica di fattibilità da parte del giudice dell’offerta di Hvd. Un iter analogo a quello che ha portato alla vendita di Samputensili Machine Tools, rilevata dal colosso tedesco Emag. Lo stesso, poi, dovrebbe avvenire il 12 marzo, data dell’asta per Sampingranaggi, su cui punta Bonfiglioli da mesi.

Il sindacalista Marco Colli (Fiom-Cgil) – che già aveva insistito sulla necessità di far ripartire l’azienda – pensa positivo: "Se il Tribunale darà l’ok a Hvd Partners, finalmente i lavoratori di Sampsistemi vedranno un raggio di luce. Tre settimane di cassa integrazione a zero ore sono molto pesanti per i dipendenti e l’uscita di scena del colosso Usa Muzinich ci aveva molto preoccupato, visto che senza un nuovo acquirente l’azienda restava appesa a un filo".

In sintesi: per tutte le divisioni di Samp a breve dovrebbero trovarsi soluzioni. Ma resta l’incognita di Officine Maccaferri. La storica azienda dei gabbioni di Zola Predosa avrebbe dovuto essere rilanciata da Ad Hoc Group, cordata di fondi capitanata da Carlyle. Dopo due proposte di finanza d’urgenza bocciate dal Tribunale di Bologna, tra pochi giorni dovrebbe arrivare il nuovo piano di ristrutturazione, questa volta di 20 milioni di euro.