PAOLO ROSATO
Economia

Taxi a Bologna, summit il 16 ottobre: ipotesi 20 licenze in più

Sciopero per ora scongiurato. Riprende il confronto dopo l’approvazione del decreto legge ‘Asset’, sindacati in allerta. Cgil: "No alla doppia guida". Forse 20 auto in più, il Comune: "Apprezziamo la voglia di dialogo"

Un taxi alla fermata in piazza Medaglie d’oro, davanti alla stazione
Un taxi alla fermata in piazza Medaglie d’oro, davanti alla stazione

Bologna, 7 ottobre 2023 – L’approvazione del cosiddetto decreto legge ‘Asset’, nella parte che interessa i tassisti, non ha scatenato per ora la rivolta delle auto bianche in città.

Per inciso, nessuna delle sigle a Bologna dovrebbe aderire allo sciopero indetto dalle sigle romane, che non hanno iscritti in città.

Al massimo potrebbero esserci minime adesioni singole.

Piuttosto, sarà l’incontro appena fissato con il Comune, il circoletto rosso in agenda è sul 16 ottobre, a far riprendere la mediazione.

Palazzo d’Accursio fa intanto sapere che "la posizione resta quella di voler migliorare il servizio, in particolare per le ore serali e notturne, per i collegamenti con l’aeroporto, e dotare la città di un numero adeguato di licenze. Apprezziamo il desiderio di dialogo, in luogo dello sciopero". "Come Cgil rimaniamo decisamente contrari alla ‘doppia guida’ – sottolinea Andrea Matteuzzi –. C’è anche il tema della Città 30 da riprendere, crediamo che la proposta dei 50 all’ora sulle preferenziali sia più che valida. Di preferenziali ne servirebbero di più".

D’accordo Mirko Bergonzoni di Uil Trasporti. "Parleremo anche delle preferenziali, certo, che vanno incrementate. Bisognerà prima capire se le nuove regole andranno a incastrarsi con la nostra discussione – precisa il sindacalista –. Nuove licenze? Ci sono quelle 20 vacanti del 2018 e vediamo – dovrebbero essere il possibile punto di caduta, ndr –, non siamo mai stati contro l’aumento, bisogna solo capire ciò che serve davvero, perché un numero spropositato di licenze in più porterebbe a una precarizzazione del servizio. Come Uil ribadiremo la necessità di una commissione di monitoraggio mista: ‘no’ al mercato delle vacche, il servizio deve dare una redditività alle persone che lavorano".

Sullo sciopero e sulla trattativa con il Comune si sofferma anche Riccardo Carboni, numero uno della cooperativa Cotabo. "Il Dl ha scontentato tutti. Credo che la fretta e la sovraesposizione eccessiva del comparto non abbia aiutato per la messa in atto di un provvedimento che poteva essere concertato – afferma Carboni alla ‘Dire’ -. Nessuno ha mai detto che non si poteva intervenire per il potenziamento del servizio, anche se spesso il problema è l’eccesso di domanda per problemi su altri sistemi di mobilità.

Il Dl sembra mirato per Roma – continua Carboni –. C’è una trattativa in atto con gli enti locali, che si era interrotta, quindi la valutazione su come Bologna intenda procedere è subordinata a cosa avverrà il 16. Registravamo una convergenza su molti punti".

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