Bologna, 20 luglio 2021 - "Non sono il candidato del centrodestra". Fabio Battistini – 64 anni, imprenditore, in campo con la maglietta di civico ormai da dicembre – tiene a precisarlo proprio nel giorno in cui Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, dopo settimane di impasse e tensioni, trovano l’accordo sul sostegno alla sua candidatura. Intanto, lavora al programma elettorale, in 15 punti, che presenterà a settembre. Titolo: ‘Bologna città aperta’.

Chi sarà il successore di Merola? I nomi in lizza

Battistini, si smarca già dai partiti?
"Mi sono mosso a dicembre, da solo. Ho dato alla città la disponibilità a candidarmi. In questi mesi è stato un crescendo di adesioni: cittadini, associazioni, enti di promozione. E, alla spicciolata, di quasi tutti i piccoli partiti che rappresentano l’opposizione".

Senza l’appoggio del centrodestra, però...
"Per carità. Dico grazie a tutti. Ma il fatto che siano arrivati buoni ultimi mi fa affermare, legittimamente, che non sono il candidato del centrodestra".

A quale elettorato si rivolge?
"A un bacino ben più ampio del centrodestra. Ho l’ambizione di rappresentare quell’arco potenziale di elettorato di chi non si sente rappresentato dall’attuale maggioranza. Mi rivolgo a tutti i bolognesi che hanno voglia di svegliarsi, di ascoltare quello che accade, di tirare fuori la testa da una patina che sta diventando odiosa e insopportabile".

Come intende condurre la campagna elettorale?
"Non andrò ai banchetti dei ragazzi, bravissimi, di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia. Lascio ai tre partiti il lavoro di raccogliere voti all’interno del loro perimetro di azione. Con l’augurio che riescano ad ampliarlo".

Lei, cosa farà?
"Io, con la mia lista civica, mi muoverò in modo trasversale. Avrò un campo di azione diverso. Cercherò di arrivare fino all’ultimo degli elettori che alle primarie del centrosinistra hanno votato Isabella Conti".

Quindi anche con Gianluca Galletti e ‘Bologna Civica’?
"Galletti ha speso buone parole per me, che ricambio. Abbiamo un dialogo, alla luce del sole, che va avanti da tempo. Ma non mi è dato sapere se si candiderà o no".

In quel caso, pescherebbe in una parte del suo elettorato.
"Andrebbe comunque a porsi in opposizione all’amministrazione Merola-Lepore. Quindi, ben venga. Per me Galletti non sarà mai un avversario".

Se invece l’ex ministro decidesse di non candidarsi?
"Continueremo a parlarci. Per capire se ci sarà spazio per leggere insieme la situazione di Bologna".

Pochi giorni fa lei ha attaccato i partiti di centrodestra per la loro incapacità a decidere. Uno sfogo sui social che non tutti hanno gradito.
"Non è stato uno sfogo. Ma la fotografia di una situazione. Di una fase di stallo che certo non percepivo solo io".

Non teme che ora gli stessi partiti possano limitare la sua autonomia?
"Nessuno, in questi mesi, mi ha mai sollecitato suggerendo nomi, parlando di cariche o poltrone".

Prima o poi, di poltrone dovrà parlare.
"È ancora presto. Comunque, sarà un lavoro di squadra".

A proposito, pensa di presentare la giunta prima delle elezioni?
"L’idea è presentare alcune personalità che si facciano garanti del mio progetto per la città. Indipendentemente da chi sarà in giunta o meno".

Ma avrà già in mente qualche idea per i futuri assessori.
"Se comincio a parlare di poltrone ora, sono morto".

Quante possibilità di vincere si dà?
"Da imprenditore non mi sono mai seduto a una negoziazione non pensando di portare a casa le condizioni che mi ero dato".

Questa partita, però, è piuttosto complicata.
"Io faccio gare in bicicletta. Qualcuno dice che vado meglio in salita che in pianura. Speriamo che sia di buon auspicio".

Il suo principale avversario sarà Matteo Lepore. Che campagna elettorale si aspetta?
"Considero Lepore una persona dabbene. Poi, certo, abbiamo due visioni di città ben diverse. Da parte mia assicuro una campagna elettorale tutta basata sui programmi e i progetti per la città, senza attacchi personali. Sono certo che anche Lepore sarà di questo parere".

A proposito di campagna elettorale, chi coprirà i costi?
"Ci sono alcune persone che credono al mio progetto e sono disponibili a sostenerlo. In ogni caso, sarà una corsa brevissima, condizionata dai limiti imposti dalla pandemia".

Per esempio?
"Scordiamoci le cene elettorali, la distribuzione di gadget e bigliettini in piazza. Bisognerà usare canali diversi".

Come procederà?
"Le prossime settimane serviranno per mettere a fuoco la macchina organizzativa. Certo. in città ci sarà poca gente, ma ci sono i social... Poi fisicamente ci ritroveremo in strada a settembre. Ma non c’è da perdere un giorno, agosto compreso".

Lei è meno conosciuto di Lepore. Riuscirà a colmare questo gap?
"È un punto su cui lavorare".

Su quali temi si concentrerà da subito, se eletto?
"Nell’immediato, c’è il tema del welfare del dopo pandemia. In prospettiva, si deve lavorare sulle enormi potenzialità di Bologna, sulla sua internazionalizzazione, la capacità di attrarre investimenti, locali e internazionali. Poi c’è il quotidiano, fatto di pulizia della città, traffico, viabilità, sicurezza"

In caso di sconfitta, si impegna a restare in consiglio comunale?
"Sono nato a Bologna, vivo a Bologna. Se dovessi ‘tradire’ i cittadini che mi voteranno, rinunciando al ruolo di opposizione, non saprei dove nascondermi".