Massimo Bugani con Giuseppe Conte. A sinistra, il consigliere uscente Marco Piazza
Massimo Bugani con Giuseppe Conte. A sinistra, il consigliere uscente Marco Piazza
di Paolo Rosato "Il lavoro di Giuseppe Conte è stato fondamentale per dare un futuro al Movimento. Adesso lavoriamo per Bologna con Lepore e lo posso dire con umiltà: ricomincio da tre". Quel numero, arrotondato per eccesso, è la percentuale ottenuta dal Movimento Cinque Stelle alle Comunali, e Massimo Bugani pur non nascondendo la delusione non demorde: è iniziata una nuova fase, ci vorrà tempo, ma l’M5s è stato depurato dalle sue ambiguità. "Avevamo al nostro interno persone che non c’entravano niente l’una con l’altra, tanto che poi una volta fuoriuscite sono confluite altrove in maniera...

di Paolo Rosato

"Il lavoro di Giuseppe Conte è stato fondamentale per dare un futuro al Movimento. Adesso lavoriamo per Bologna con Lepore e lo posso dire con umiltà: ricomincio da tre". Quel numero, arrotondato per eccesso, è la percentuale ottenuta dal Movimento Cinque Stelle alle Comunali, e Massimo Bugani pur non nascondendo la delusione non demorde: è iniziata una nuova fase, ci vorrà tempo, ma l’M5s è stato depurato dalle sue ambiguità. "Avevamo al nostro interno persone che non c’entravano niente l’una con l’altra, tanto che poi una volta fuoriuscite sono confluite altrove in maniera disordinata, a nessun movimento era mai capitata una cosa del genere – spiega il capogruppo uscente –. Adesso si riparte".

Aveva sentori fosse così complicata?

"Era una tornata elettorale difficilissima per poi. E non ha senso fare un paragone col passato. Sarebbe come arrabbiarsi con il Bologna perché non arriva più primo dopo lo scudetto del ‘64. Di sicuro però speravo di arrivare almeno al 5% e fare due consiglieri comunali".

Beh, però il travaso di voti dal 2016 a oggi è pesante. Ascrive a se stesso degli errori?

"No, il Movimento senza di noi e il nostro gruppo non ce l’avrebbe fatta ad aprire un nuovo capitolo. Certo, se penso poi all’esperienza nel governo giallo-verde (Bugani è stato vice capo della segreteria del vicepremier Di Maio, ndr) la ricordo molto dura. Però all’epoca mi dimisi rinunciando a 80mila euro all’anno, dopo un anno, me ne va dato atto. Quel governo scombinò tante cose e in quel momento mi sembrò giusto portare avanti le nostre tematiche, indipendentemente dal compagno di governo. Con il senno di poi, però, non lo rifarei".

Ha sentito Conte dopo il voto?

"Si aspettava percentuali più alte, vedendo l’affetto ricevuto nelle piazze. Ma è consapevole di essere leader di un nuovo progetto che ha 60 giorni, mentre ancora molti lo vedono come un federatore del centrosinistra. Ricordo anche una cosa che mi diceva sempre Gianroberto Casaleggio: ‘Il movimento cambierà il modo di fare politica e poi magari sparirà’".

Sta dicendo che è finita?

"No, è soltanto partita una nuova direzione, grazie a Conte ora abbiamo un’identità, un perimetro valoriale e una prospettiva. E senza di lui non avremmo potuto mettere su una lista. Il mio gruppo lavora alla collaborazione con il centrosinistra da oltre due anni, continueremo".

Stupito dai grandi risultati ottenuti da Santori e Clancy?

"Quello di Santori era facilmente pronosticabile, mentre quello di Emily mi stupirebbe se non la conoscessi"

Le vostre battaglie in Consiglio proseguiranno?

"Antimafia, lotta all’illegalità, eco-digitale, partecipazione dei cittadini, non molliamo nulla".

Nonostante il risultato, si parla tanto di lei in giunta.

"Vengono prima le idee delle poltrone. Lepore è giustamente fiero di un risultato straordinario, e anche del fatto che sia stato ottenuto con questa alleanza. Quanto a noi, il momento è complesso, siamo realisti. Ma siamo fieri di questo progetto e del nuovo corso di Giuseppe Conte, che va lasciato lavorare con la massima fiducia".