Affollato il dibattito Conti-Lepore (FotoFiocchi)
Affollato il dibattito Conti-Lepore (FotoFiocchi)
di Francesco Moroni In tempo di pandemia, anche le mascherine partecipano alla campagna elettorale. E nel verde di Villa Torchi – nel primo vero grande appuntamento in presenza che anticipa le Primarie di domenica, dopo mesi di restrizioni e lockdown – è soprattutto la sfida tra rosa e azzurro a farla da padrone. C’è da dirlo: chi indossa una chirurgica azzurra ‘standard’, non per forza si trova a sostenere Isabella Conti, è ovvio. Diverso per chi sfoggia il dispositivo rosa, scelto dallo stesso Matteo Lepore come simbolo della propria campagna ‘Incontra Bologna’ e ormai diventato una sorta di tesserino di riconoscimento a ogni incontro del candidato. Così, nella platea del dibattito di centrosinistra, è stato facile scorgere chiaramente quella frangia a sostegno dell’attuale assessore alla Cultura ricoprire quasi interamente la zona nord e lanciare...

di Francesco Moroni

In tempo di pandemia, anche le mascherine partecipano alla campagna elettorale. E nel verde di Villa Torchi – nel primo vero grande appuntamento in presenza che anticipa le Primarie di domenica, dopo mesi di restrizioni e lockdown – è soprattutto la sfida tra rosa e azzurro a farla da padrone.

C’è da dirlo: chi indossa una chirurgica azzurra ‘standard’, non per forza si trova a sostenere Isabella Conti, è ovvio. Diverso per chi sfoggia il dispositivo rosa, scelto dallo stesso Matteo Lepore come simbolo della propria campagna ‘Incontra Bologna’ e ormai diventato una sorta di tesserino di riconoscimento a ogni incontro del candidato.

Così, nella platea del dibattito di centrosinistra, è stato facile scorgere chiaramente quella frangia a sostegno dell’attuale assessore alla Cultura ricoprire quasi interamente la zona nord e lanciare un’ovazione a ogni risposta del candidato piddì, oltre a qualche altro sostenitore sparso qua e là.

Il primo applauso, in realtà, lo ha ricevuto la sindaca di San Lazzaro appena arrivata, pochi minuti dopo il suo avversario, e ne ha collezionati altri, fragorosi bisogna dirlo, durante il ‘match’.

Un confronto equilibrato, anche per quanto riguarda i sostenitori equamente distribuiti, ma su un aspetto sono tutti concordi: "È stato interessante e stimolante, un’occasione utilissima".

I temi entrati nel dibattito politico non sono nuovi, come la tutela del verde urbano e dell’ambiente: "Per questo scelgo Isabella Conti – commenta Amedeo Bergonzoni, nonostante il grande progetto portato avanti da Lepore dell’Impronta verde, una sorta di percorso cittadino nei parchi –. Seguo e mi occupo di un’oasi proprio qua a Corticella, e devo ammettere che negli ultimi anni l’amministrazione non ha rispettato le promesse mantenute e non ci ha dato una mano come ci aspettavamo: senza i volontari, infatti, il verde urbano morirebbe. Non mi fido dunque di chi vuole semplicemente riprendere il filo di quanto fatto nell’ultimo mandato".

Nel cuore del Navile, non poteva non finire sul piatto anche il tema delle periferie e dei Comuni di provincia, su cui Giuseppe – bolognese doc – ci tiene a precisare: "Non mi fido di Conti per un semplice motivo: ha scelto di abbandonare San Lazzaro, dov’è sindaca, per candidarsi a Bologna. E se, in caso di vittoria, domani Renzi le promettesse un ruolo a Roma, lascerebbe anche Bologna? Credo che il mio timore sia legittimo e condiviso da tanti altri bolognesi".

Mentre il dibattito presenta di tanto in tanto qualche frecciatine o sferzata tra i due contendenti, il pubblico rimane attento a seguire le risposte dei due candidati, sperando in qualche scintilla in più e che gli animi si scaldino.

"Credo però che in questa città manchi ormai da troppi anni la partecipazione vera – evidenzia Gianni Casadei, romagnolo di nascita, ma bolognese d’adozione da ormai 50 anni –. Io sono figlio della scuola politica di Zangheri, e devo dire che negli ultimi anni Bologna ha perso la sua vocazione: c’è bisogno di riscoprire la nostra cultura. Così finalmente vediamo un dibattito costruttivo, interessante, stimolante. Ce n’era davvero bisogno".

Costruttivo e stimolante, due aggettivi utilizzati da tantissimi dei presenti – oltre duecento – all’appuntamento di Villa Torchi. Tutti, ma proprio tutti, concordano sull’importanza di "rivedere finalmente di persona i politici confrontarsi sui temi della città". Una sorta di schiaffo al Covid e alle restrizioni portate dalla pandemia.

Sostanziale equilibrio anche nelle considerazioni espresse a fine dibattito, con i più indecisi che non si sbilanciano: "Mi è servito per schiarirmi le idee su alcune questioni, ma ho ancora bisogno di riflettere bene per scegliere chi votare".

Il tempo stringe, mancano ormai poche ore, e c’è chi è più convinto: "Scelgo Lepore perché è più preparato, più motivato, più serio – puntualizza Nicola D’Alonzo –: lo abbiamo visto anche stasera sul palco. Sono convinto abbia le capacità che servono per fare il sindaco".

E se non è mancata la domanda su eventuali ‘azioni inquinanti’ in vista delle Primarie, Domenico Fazio a proposito commenta: "Non sono un elettore del centrosinistra, ma sono venuto qui perché interessato ai contenuti del dibattito e credo che chi la pensa come me non possa che preferire Isabella Conti". I presenti un’idea se la sono fatta, ora manca solo l’esito.