Matteo Lepore e Isabella Conti
Matteo Lepore e Isabella Conti
di Francesco Moroni Un dibattito "gentile" e "leggero" quello tra Matteo Lepore e Isabella Conti, candidati sindaco alle imminenti primarie del centrosinistra. Condito, alla fine, anche dalle ‘famose’ scuse: "Ma Isabella deve essere meno permalosa", sdrammatizza subito Lepore. Nel ricordo di Rocco Di Blasi, firma storica dell’Unità, Teatri di Vita ha infatti messo in piedi il primo faccia a faccia vero e proprio – che precede il ‘big match’ organizzato dal Carlino il 17 giugno – tra i due sfidanti, scivolato via senza scaramucce. O quasi. Le uniche sferzate al massimo sono arrivate in casa piddì, in...

di Francesco Moroni

Un dibattito "gentile" e "leggero" quello tra Matteo Lepore e Isabella Conti, candidati sindaco alle imminenti primarie del centrosinistra. Condito, alla fine, anche dalle ‘famose’ scuse: "Ma Isabella deve essere meno permalosa", sdrammatizza subito Lepore. Nel ricordo di Rocco Di Blasi, firma storica dell’Unità, Teatri di Vita ha infatti messo in piedi il primo faccia a faccia vero e proprio – che precede il ‘big match’ organizzato dal Carlino il 17 giugno – tra i due sfidanti, scivolato via senza scaramucce. O quasi.

Le uniche sferzate al massimo sono arrivate in casa piddì, in merito ai ‘dirigenti pro-Isabella’: "Forse qualcuno non ha capito cosa significa davvero appartenere a un partito – puntualizza Lepore –, ma credo che la vera sfida politica sia capire come la sinistra del futuro uscirà da queste primarie".

Conti, dal canto suo, cita gli esempi di Roberto Parmeggiani a Sasso Marconi o Beppe Sala a Milano, perché "chi è di sinistra è in grado di anteporre l’interesse pubblico a quello personale".

A intervistare Lepore e Conti, nel corso della serata, gli stessi giornalisti della redazione bolognese del quotidiano fondato da Gramsci che fu (Pezzi, Bersani, Marcucci, Bottura, Curati e altri).

Sicurezza, sanità, servizi, lavoro, ambiente: i punti scottanti della campagna elettorale non sono stati messi da parte, sempre all’insegna di "gentilezza" e "leggerezza". "Per forza, finché ci fate parlare di proposte concrete, ci troviamo d’accordo", ironizza Lepore.

"La ragazza di provincia che amministra un Comune della prima cintura", così come si è auto apostrofata Conti, contro il delfino di Virginio Merola, "forse lo stesso Merola in persona", commenta qualcuno: sulla convivenza tra Teatro Comunale e piazza Verdi, Lepore precisa subito come "sia arrivato un accordo per organizzare l’estate all’aperto", mentre per la sindaca di San Lazzaro "decoro e bellezza restano l’unica cura contro il degrado" e occorre favorirli.

Sulla tutela di anziani e fragili, Conti punta invece su "domiciliarità e infermieri di condominio"; Lepore insiste sull’aumentare le risorse per il welfare "assumendo medici e psicologi di comunità e completando le Case della Salute".

E ancora mobilità e tutela ambientale, due temi intrecciati: Lepore ripropone l’idea dell’Impronta verde, un percorso urbano attraverso i parchi; Conti spinge verso piccoli pocket garden sparsi negli angoli della città qua e là.

Sul rapporto con Hera, a partire dal nuovo bando per i servizi ambientali in arrivo a settembre, Lepore specifica come "la leadership del futuro sindaco debba farsi sentire", per far sì che la città venga gestita al meglio; Conti ricorda le battaglie intraprese fin dal 2016 e i risultati portati a casa nei vari tira e molla.

Una sorta di attestato di forza nel far valere le proprie ragioni. Infine, anche una proposte formale tra i due contendenti: un invito a cena il 21 giugno, indipendentemente dall’esito delle Primarie. "Perché ci sarà da lavorare insieme per Bologna", concordano i due. La pace, per ora, sembra fatta.