Il direttore di Qn-il Resto del Carlino, Michele Brambilla, con il sindaco Virginio Merola
Il direttore di Qn-il Resto del Carlino, Michele Brambilla, con il sindaco Virginio Merola

Bologna, 14 settembre 2021 - "Continuerò, certo, perché la politica è la possibilità di organizzare la convivenza tra persone libere e uguali. Mi impegnerò a livello nazionale e cercherò di dare un contributo. Sarà Letta a dire come". Commosso ed entusiasta della sua Bologna, il sindaco uscente Virginio Merola ha chiuso la sua intervista di commiato alla Festa dell’Unità del Parco Nord dando appuntamento a tutti per il ’Merola ter’: dopo 10 anni e due mandati, il terzo tempo di Virginio sarà a Roma.

Le modalità e il ruolo li comunicherà il segretario nazionale Enrico Letta, a Merola piacerebbe poter dare più voce al suo territorio. "Dal 5 ottobre – ha tenuto a precisare il sindaco – parto per un tour di ferie con mia moglie per il meridione. Non verrò in Consiglio comunale a scuotere la testa – ha detto sorridendo alle persone in plate, ci sono anche l’ex assessore Marilena Pillati, Franco Grillini, il consigliere regionale Stefano Caliandro e i vertici della Fiera e dell’Aeroporto, Bruzzone, Calzolari e Postacchini –. Penso che i sindaci quando smettono di fare il sindaco devono smettere di occuparsi del Comune, sia nel bene sia nel male. Penso che quello che non farò a Bologna lo farò a livello nazionale, scuoteremo la testa insieme perché questo partito ha tante potenzialità che è ora che si affermino. E che ascoltino di più la nostra città e la nostra regione. Cercherò di dare un contributo, Bologna sarà sempre nel mio cuore: com’è, e come è sempre stato, finché viviamo ogni fine è un nuovo inizio. Lottiamo, compagni!", ha detto Merola sommerso dagli applausi della platea.

Che non era pienissima all’inizio nell’enorme sala Nilde Iotti della Festa dell’Unità, poi un po’ di pubblico è arrivato. Seduti per Merola – intervistato da Michele Brambilla, direttore di QN-il Resto del Carlino – ci sono tanti amici che hanno battagliato con lui in questi dieci anni, oltre a Matteo Lepore siedono davanti al primo cittadino Andrea De Maria, l’ex assessore Luca Rizzo Nervo, il segretario provinciale Luigi Tosiani, la vicesindaca Valentina Orioli. C’è poi tanto Comune ’operativo’, dal dirigente Cleto Carlini ("Grazie a te siamo già in gara per la Linea Rossa del tram") a gran parte dello staff della comunicazione, presente il capo di gabinetto e direttore generale Valerio Montalto.

Mancava però una buona fetta della giunta: ‘giustificati’ Claudio Mazzanti, arrivato durante l’iniziativa, e Marco Lombardo impegnato in un’iniziativa parallela. Non ci sono Davide Conte, Giuliano Barigazzi, Susanna Zaccaria (citata però da Merola), Virginia Gieri e Alberto Aitini. Gli ultimi due coinvolti nell’ormai celebre caso dei ’ribelli’ esclusi dalla lista Pd per le amministrative a causa dell’appoggio a Isabella Conti alle primarie, Conti che ieri ha presentato il suo patto elettorale con Lepore. Nessuna menzione del caso da parte del sindaco dal palco, solo un appunto sull’unità riferito alle dinamiche nazionali del Pd, con dentro forse un consiglio generale al suo successore.

"L’unità è sia un mezzo, sia un fine. Se vogliamo dimostrare davvero di essere forti, dobbiamo essere unitari e costruire una nuova alleanza di centrosinistra senza presunzione. Siamo i migliori se saremo i più unitari". Il testimone a Lepore. "Bologna in questi 10 anni è cambiata in meglio, dai T-Days al turismo culturale slow che ci rende unici, abbiamo dato ai bolognesi più Bologna da vivere. E ora tremo se penso alle sfide che attendono il prossimo sindaco, saranno anni di cantieri – ha sottolineato ancora Merola –. Matteo ha le caratteristiche per guidare la città, è competente ed è timido, ma la timidezza viene confusa con supponenza. E’ come me, non ci piacciono gli uomini soli al comando, tanti auguri".