di Maria Letizia Camparsi "Il Pilastro è una periferia inserita a pieno titolo nella città, un pezzo di territorio con le sue potenzialità e i suoi limiti". Simone Spataro, presidente del Circolo la Fattoria, una realtà diventata un punto di riferimento grazie alle tante iniziative sul sociale e non solo messe in campo negli ultimi anni, descrive così uno dei quartieri simbolo delle periferie bolognesi. L’obiettivo ora, in vista delle primarie e delle elezioni del nuovo sindaco, è vedersi riconosciuti come una parte integrata della città: il Comune, con i...

di Maria Letizia Camparsi

"Il Pilastro è una periferia inserita a pieno titolo nella città, un pezzo di territorio con le sue potenzialità e i suoi limiti". Simone Spataro, presidente del Circolo la Fattoria, una realtà diventata un punto di riferimento grazie alle tante iniziative sul sociale e non solo messe in campo negli ultimi anni, descrive così uno dei quartieri simbolo delle periferie bolognesi. L’obiettivo ora, in vista delle primarie e delle elezioni del nuovo sindaco, è vedersi riconosciuti come una parte integrata della città: il Comune, con i suoi interventi, deve arrivare anche qui. "Ad esempio – spiega Spataro – vorremmo ragionare tutti insieme su come rigenerare un pezzo delle case pubbliche. Il tema è come costruiamo un sistema di servizi, come supportiamo le scuole e le associazioni, che in questo momento sono in difficoltà".

"Sarebbe bello che la città cominciasse a frequentare il Pilastro in maniera attiva – aggiunge Francesca Maraventano, presidente dell’associazione culturale LABú –: è un luogo in cui ci sono tantissimi spazi verdi, organizzazioni che si occupano di famiglie, bambini e attività educative". I residenti vanno fieri delle loro origini: "Anche i ragazzi si sentono sicuramente più pilastrini che bolognesi", afferma Maraventano. A condividere questo orgoglio è Oscar De Pauli, memoria storica del Pilastro, che l’anno scorso ha redatto una brochure dove illustra tutte le buone iniziative e le strutture disponibili nel quartiere, in risposta alla celebre citofonata dell’ex ministro dell’Interno, Matteo Salvini, durante le Regionali 2020. De Pauli ha le idee chiare: "Non condivido tutte le opinioni di Lepore, però sono un militante del Pd. Dall’altra parte, sicuramente non la penso come la Conti sul Passante, perché è un lavoro che va fatto e siamo già decenni in ritardo".

Oltre ai lati positivi, al Pilastro ci sono anche quelli negativi. "Quando mi sono trasferito qui a 22 anni – racconta Antonio Casillo, uno dei residenti – lavoravamo tutti. Da alcuni anni a questa parte, invece, abbiamo visto frotte di giovani che girano per il quartiere e non sanno cosa fare. Qui il problema vero è il lavoro". Ma al Pilastro c’è anche chi i giovani li attrae e li toglie dalla strada: la palestra di boxe Le Torri. "Siamo sempre stati un punto di riferimento – conferma Olmo Pesci, allenatore –. Quando un ragazzino incuriosito viene in palestra, trova delle certezze e magari capisce che può avere un futuro in questo sport, anziché stare in mezzo alla strada". Un altro problema è la sicurezza: "Serve un miglior coordinamento tra questura e prefettura", secondo la residente Claudia Boattini. Altre strutture che mancano, dice, sono un cinema e un punto ristoro nel parco, di fronte al Virgolone. "Ma la cosa più importante è l’immagine che viene data del Pilastro...".