Da Costa (foto Serra)
Da Costa (foto Serra)

Bologna, 16 luglio - Il momento è delicato, a Castelrotto. Ieri è scoppiato in lacrime Mattia Destro, così nel pomeriggio a prendere la parola è stato Angelo Da Costa, il capitano morale del Bologna. E da capitano, il secondo portiere rossoblù invita squadra e ambiente a reagire: "La notizia del problema di salute del mister (video) è stata una brutta botta per tutti (foto), inutile girarci attorno. Ci mancherà, perché la sua è una presenza forte. Con lui abbiamo superato momenti difficilissimi e siamo diventati una famiglia. Ma ci ha insegnato e dato talmente tanto che ora sta a noi lottare contro tutto e tutti, anche per lui. E per questo chiedo l'aiuto di tutti: tifosi, piazza, stampa. Noi faremo la nostra parte. E la prima cosa da fare è evitare di piangerci addosso".

Nessun alibi: "Sono qui dal gennaio 2015, la prima estate qui a Castelrotto eravamo in quattro gatti. Ho visto ritiri in cui c'era malumore e gente che non voleva restare o venire. Ma nel corso degli anni ho visto anche la crescita di società e calciatori. Ora siamo un ambiente dal quale nessuno vuole andarsene e tutti vogliono venire. E, soprattutto, quest'anno potremo ripartire da una base, senza stravolgimenti. C'è tutto per fare bene".

Magari per puntare all'Europa, ma prima di tutto giocare per Sinisa: "L'Europa è un sogno, lottare un obbligo. Ma il primo obbligo morale che abbiamo è giocare e lottare per vincere ogni partita, con la mentalità che ci ha dato il mister. Lavoriamo con uno staff fantastico che non ci sta facendo mancare nulla, abbiamo un presidente che sta investendo tanto e questo ci offre grandi motivazioni. Ora tocca a noi".

Parola di Angelo Da Costa, che lancia pure un messaggio a Skov Olsen, che a breve dovrà sciogliere i dubbi e decidere se accettare o meno l'offerta del Bologna: "Non riesco a immaginare uno che ripensi alla scelta di venire qui: avrà i suoi motivi. Ma se viene troverà un posto fantastico e gente che lo aiuterà. E io gli chiederò il perché dei suoi dubbi".