Roberto Donadoni, scintille con i tifosi (foto Schicchi)
Roberto Donadoni, scintille con i tifosi (foto Schicchi)

Bologna, 16 maggio 2018 - Il futuro di Donadoni a Bologna è a rischio: a sancire il finale della storia, sarà il faccia a faccia tra Saputo, il tecnico, il diesse Bigon, il club manager Di Vaio e l’amministratore delegato Fenucci dopo la gara con l’Udinese, una volta che il patron rientrerà in città per dettare la linea in vista della prossima annata.

In primis, però, già prima del ritorno del magnate canadese, ci sarà un confronto tra il Bigon e Donadoni, principali protagonisti chiamati a seguire le linee scelte: se le idee dei due non dovessero convergere le parti si diranno addio. Che una profonda riflessione si sia resa necessaria, alla luce del terzo finale di stagione in calando e di una stagione ritenuta soddisfacente solo fino a febbraio, lo ha scolpito a parole il direttore sportivo rossoblù già nel dopo gara con il Chievo, quando non ha raccolto la mano tesa dal tecnico il giorno precedente (dove aveva chiarito di avere un contratto e di vedersi ancora a Bologna in futuro), rinviando la questione per riparlarne a bocce ferme.

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La contestazione, una curva spaccata in cui c’è chi minaccia di contestare fin dall’inizio della prossima stagione in caso di conferma di Donadoni e il battibecco tra il tecnico e il tifoso alla ripresa dell’allenamento (guarda qui il VIDEO integrale), altro non fanno che gettare benzina sul fuoco e aumentare la pressione attorno alla figura del tecnico.

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Il Bologna proverà a ragionare su tutti questi argomenti a freddo, dopo l’Udinese. La prima questione da risolvere è se Donadoni se la senta ancora di portare avanti un progetto. Secondo nodo: quale tipo. Perché la società è ancora convinta che per darsi prospettive debba insistere sulla valorizzazione di giovani calciatori e non intende smobilitare per creare una squadra dall’età media più alta e di calciatori già formati, più semplici da gestire ma pure con costi più alti e prospettive dal respiro corto.

C’è poi la questione spogliatoio, dove in tanti attendono di capire quale piega prenderà la vicenda Donadoni prima di decidere rinnovi e vicende di mercato: anche questo potrebbe avere un peso. Se il Bologna e Donadoni opteranno per la separazione, dovrà essere trovato un accordo per la buonuscita, che potrebbe aggirarsi intorno al milione netto.

Il tecnico e il suo staff dovrebbero percepire 4,5 milioni lordi per l’ultima stagione e con il risparmio Bigon avrebbe le risorse per assicurarsi un sostituto: Nicola, De Zerbi e Gasperini (il più complicato) i nomi circolati con più insistenza negli ultimi mesi. Se invece le parti decideranno di proseguire assieme, Donadoni siederà in panchina per l’ultimo anno di contratto e Bigon (pure lui ha un altro anno di contratto) legherà al tecnico e alle fortune della prossima stagione le sue sorti.

Ancora una settimana di riflessione e la storia avrà il suo finale.