Pinzolo (Trento), 11 luglio 2018 - Bologna è una famiglia, l'Italia il paese che l'ha accolto offrendogli la chance del riscatto. Il calcio e il suo talento gli hanno poi consentito di migliorare la vita propria e dei suoi cari e Godfred Donsah non è solo a se stesso che intende pensare. Una chiacchierata con il centrocampista ghanese non risulta mai banale e nella conferenza stampa del pomeriggio il calciatore ha toccato tutti i temi. Compreso quello relativo al dibattito pubblico sulla politica immigratoria del nuovo governo.

Non è chiaro se, di rientro dal Ghana, Godfred sia aggiornato sull'inversione di tendenza in atto, ma lui ha ben chiaro quale possa essere il segreto per una pacifica soluzione dei problemi: l'integrazione. "Io l'Italia e i suoi ministri posso solo ringraziarli". La sua storia è nota: il padre arrivato in italia su un barcone irregolarmente, e il giovane Godfred che l'ha poi raggiunto per motivi calcistici e dando la svolta voluta per sè e i suoi cari: "L'Italia è sempre stata aperta agli stranieri e alcuni arrivano e fanno casini. A chi arriva dico di comportarsi bene e capire come funziona questo paese. L'Italia sta facendo una gran cosa".

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Anche il Bologna l'ha fatta per lui: "Nel mio villaggio (vicino alla capitale del Ghana Accra) porto avanti iniziative di solidarietà per le persone in difficoltà. Quest'estate, prima di tornare a casa, il club mi ha regalato 5 mute da 18 maglie e ho potuto organizzare un torneo per i bambini di Sunyani e dei villaggi vicini. E' stato importante per loro e non posso che ringraziare".

In estate Godfred ne ha approfittato per risistemare la casa familiare. La stessa dove intende tornare una volta che avrà finito di giocare a calcio.

Prima però c'è una carriera a cui pensare. "Ho rinnovato il contratto e l'ho fatto di testa mia perché lo volevo. Bologna è una famiglia e altrove non so cosa troverei. Qui c'è il mio papà bianco Gianfranco Tabacco che mi aiuta in tutto e mi ha fatto capire come vivere e integrarmi nel vostro paese. Non ho prolungato perché andato via Donadoni, anche se l'hanno scorso ho avuto un momento difficile: dopo il ritorno di Dzemaili non ho più visto il campo".

Con Inzaghi tutto può cambiare: "Con lui si può parlare, è come un papà pronto ad aiutarci e ci dà grande carica. Poi con lui avrò una posizione più avanzata. Voglio fare almeno 5 gol e sconfiggere i miei limiti". Cerca una nuova svolta Donsah, convinto di poterla centrare a prescindere dalla presenza di Dzemaili: "La panchina mi è stata utile per capire alcune cose. Non tutto e non sempre è colpa degli allenatori se non si gioca. Blerim mi ha insegnato tutto e ora sono pronto".