Mihajlovic a San Siro (foto Schicchi)
Mihajlovic a San Siro (foto Schicchi)

 

Milano, 5 luglio 2020 – La carica dei giovani in casa Bologna, col vento del Gambia alle spalle: i rossoblù sbancano San Siro, vincendo 2 a 1 contro l’Inter, e il merito è soprattutto dei due Musa, Juwara e Barrow. E proprio il primo, autore della prima rete in A della sua ancora lunga carriera, è stato intervistato da Dazn al termine della partita: “Voglio ringraziare il mister per avermi fatto giocare oggi contro l’Inter, è a lui che bisogna fare i complimenti. Sono contento, è il mio primo gol in Serie A: voglio dedicarlo alla mia famiglia, al mio procuratore e a tutti coloro che mi hanno portato qui”. Emozione, timidezza ma soprattutto tanta felicità: “Il mister mi sta dando fiducia, sono giovane e giocare e segnare contro l’Inter è un sogno da ricordare per tutta la vita. Il mio idolo? Eden Hazard, da quando sono piccolo tifo Chelsea. E anche Musa Barrow (ride, ndr)”.

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E proprio Musa Barrow, che si è presentato davanti ai microfoni con indosso la maglia del numero 26, autore del secondo gol rossoblù, ci dice la sua sul giovane collega e connazionale: “Io cerco di dargli dei consigli, di aiutarlo ogni giorno. Sono felice per lui. Ho preso la sua maglia e me la porto a casa (ride, ndr). Mihajlovic? Ogni settimana mi dice di fare di più, dove migliorare. I consigli che mi dà cerco di darli ai giocatori più giovani, come Juwara. Mihajlovic mi ha detto che mi avrebbe buttato fuori se avessi perso un’altra palla (ride, ndr). Noi cerchiamo di migliorare ogni giorno: è una brava persona, sono contento che mi alleni e di fare parte del Bologna”.

E parola poi a Mihajlovic, condottiero di questo Bologna giovane e ambizioso: “Devo dire che nei primi venti, venticinque minuti abbiamo fatto schifo, senza fare due passaggi di fila. Abbiamo avuto un’occasione con Orsolini, che ci avrebbe permesso di pareggiare. Per fortuna c’è stato l’intervallo, abbiamo sistemato le cose e ridato certezze ai ragazzi”.

Una vittoria di prestigio, soprattutto perché arrivata in inferiorità numerica: “Vincere in 10 contro l’Inter significa carattere: sono contento per i ragazzi, si sono ripresi e abbiamo vinto meritatamente”. Ma è comunque un Bologna che, visti gli infortuni, qualche giocatore deve utilizzarlo con minutaggio ridotto: “Orsolini e Tomiyasu devono riposare almeno mezz’ora, ma non avendo cambi, visto che Skov Olsen e Mbaye si sono fatti male, sapevo già prima della partita che avrei dovuto fare due cambi obbligati. La prima idea era quella di mettere a destra Svanberg, poi guardando la partita ho deciso di mettere Musa che con tutto il casino che fa in campo non gli avrebbe fatto capire nulla. A Bigon, quando Juwara è entrato, gli ho detto che avrebbe segnato. È un bravo ragazzo, se lo merita. Giocare a San Siro, anche se vuoto e senza tifosi, e vincere con questi ragazzi del 2001 e del 2002, è una gran soddisfazione per me, per loro e per la società”.

Mihajlovic dice poi la sua sull’espulsione di Soriano: “Il silenzio ha aiutato, ma bisogna anche capire gli arbitri, ora si sente tutto. Roberto ha sbagliato, se ci fosse stato il pubblico non si sarebbe fatto sentire ma deve stare attento, e non permettersi di dire certe cose”. Ma è soprattutto un Bologna che sbanca la Milano nerazzurra per la seconda stagione di fila: “L’ultima vittoria fu importante, era la prima da quando arrivai: dovevamo lottare per non retrocedere, ci diede un’iniezione di fiducia. Quella di oggi ci dà speranze per poter lottare fino all’ultima partita per l’Europa: vincere a San Siro, in 10, non è cosa da tutti i giorni. È stata una bella vittoria”.