Bologna, 2 settembre 2018 - "Noi lo stadio lo vogliamo fare. E in tempi certi. Entro la fine del mandato vogliamo lasciare in eredità ai tifosi e ai cittadini il nuovo Dall’Ara". Forse la ragione dietro la svolta del Comune sta tutta in questa promessa dell’assessore Marco Lombardo: il desiderio (o la necessità) di un lascito concreto del secondo mandato di Virginio Merola, unito probabilmente al timore crescente che l’operazione sui Prati di Caprara si stava rivelando un boomerang pericolosissimo. Non c’era solo la protesta dei comitati, ma anche l’altissimo rischio all’interno della procedura di gara di ritardi, ricorsi e inghippi burocratici dato che i Prati sono ancora di proprietà del Demanio (più precisamente di Invimit) e non controllati direttamente dall’amministrazione. E così Merola ha deciso l’inversione di rotta.

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Svolta a parte, però, come si farà il nuovo Dall’Ara resta ancora un rebus: l’assessore allo Sport Matteo Lepore ha spiegato che "ora abbiamo la possibilità di accedere al credito a costi molto bassi" e dunque questo "rende l’operazione più sicura e tranquilla, mentre le precedenti ipotesi si esponevano a troppi rischi". Lombardo invece ha assicurato che la pressione dei comitati non ha influito. E gli stessi comitati hanno brindato a metà: "Bravo sindaco, ma ora si rinunci anche a cementificare i Prati e a preservare il Cierrebi dalla costruzione di un supermercato", ha sottolineato il portavoce di ‘Rigenerazione No Speculazione’, Danilo Gruppi.

Dall'opposizione arrivano dichiarazioni attendiste: "Sosteniamo l’idea di investire sullo stadio, ma va fatta chiarezza sulla provenienza di questi soldi – sottolinea il deputato di Forza Italia, Galeazzo Bignami -: in quanto tempo andranno restituiti quei 30 milioni? Il rischio è che si comprometta lo spazio di manovra delle prossime giunte, che non saranno di centrosinistra". Chiedono chiarezza anche le leghiste Francesca Scarano e Lucia Borgonzoni: "Bene la riqualificazione dei Prati, ma Merola spieghi dove troverà i soldi", mentre il capogruppo M5s, Massimo Bugani approva lo stop all’outlet ("Era una follia") e invita il sindaco "a ragionare con Saputo su altre aree, come quelle a ridosso della ferrovia". E così, a bocciare più di tutti la giunta è addirittura la Cgil: "Scelta incomprensibile: lo stadio non è una priorità, prima vengono le periferie e chi è in difficoltà".