Il Bologna è in partenza per Castelrotto (foto Schicchi)
Il Bologna è in partenza per Castelrotto (foto Schicchi)

Bologna, 8 luglio 2019 - Cinque volti nuovi: Bani, Denswil, Tomiyasu, Schouten e Skov Olsen (video). Tre titolarissimi protagonisti della salvezza miracolosa, con annesso decimo posto, di fine maggio: Orsolini, Soriano e Sansone. Un presidente, Saputo, che sul mercato non ha mai speso così tanto nei suoi cinque anni di regno bolognese. Un nume tutelare del mercato, Sabatini, che presto volerà a Montreal, preso per arricchire la squadra dirigenziale. Più il credito illimitato di fiducia di una città che aspettava solo la scintilla per tornare a far divampare il fuoco della passione. 

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Giovedì Sinisa Mihajlovic impacchetterà idealmente tutto questo e lo caricherà sul treno per Castelrotto, la località dell’Alto Adige che ospiterà la prima fase delle fatiche estive di un gruppo che, per mille ragioni, mai come quest’anno è chiamato a dare una svolta alle proprie ambizioni. Partono ufficialmente i lavori, ma quel che si sa già è che il cantiere rossoblù resterà aperto ancora per molte settimane. Perché le fondamenta, più che solide, sono state poste: ma ballano ancora alcune decisive variabili. 

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Ecco le tre più importanti:

L'attacco

In attacco il doppio ritiro (prima Castelrotto, poi l’Austria) servirà a capire se da Santander e Destro Mihajlovic riuscirà a distillare i gol fin qui mancati alla causa o se viceversa occorrerà sacrificare uno dei due e prendere un altro attaccante (Inglese, Gabbiadini o chi per essi);

Il centrocampo

A centrocampo la variabile Pulgar (sabato notte uscito dalla Copa America sconfitto dall’Argentina di Messi nella finale di consolazione, in una partita finita in rissa che gli ha fatto rischiare l’espulsione per un pestone a Paredes) condizionerà molti movimenti, perché se il cileno, in virtù della famosa clausola d’uscita, dovesse partire è evidente che servirebbe un sostituto all’altezza;

Le cessioni

Prima di completare il mosaico toccherà mettere mano alle tante cessioni, un banco di prova su cui da sempre si misurano tutti gli uomini di mercato. 

Insomma, tantissimo è stato fatto e qualcosa resta ancora da fare. Ma per capire come sotto le Due Torri sia cambiato il mondo basta pensare al luglio di un anno fa, quando tutte le speranze poggiavano sulle spalle, poi rivelatesi fragili, di ‘Fire and desire’ Inzaghi.

Quel Bologna fece un mercato a costo zero, finanziato dalle cessioni di Verdi e Masina: questo, viceversa, ha già messo sul piatto 50 milioni portando in dote a Mihajlovic, la cui riconferma è stato il più pesante degli ‘acquisti’, cinque giocatori nuovi la cui età media è di 22,6 anni. Pippo che per sei mesi qui vide le streghe adesso le allena, in quel di Benevento. Sinisa invece vede le verdi praterie della colonna sinistra della classifica. Ma per arrivarci toccherà pedalare.