Bologna, Joey Saputo (Foto Serra)
Bologna, Joey Saputo (Foto Serra)

Bologna, 11 gennaio 2021 - Tensioni trasversali. Preoccupazioni manifeste. Un comune mal di pancia da risultati e classifica. L’inevitabile corollario della rabbia social. E perfino uno striscione (non firmato) contro Saputo, appeso sabato notte da mani ignote sul cancello di fronte alla sede del nostro giornale a poche ore dal ko di Marassi, che ieri ha subito fatto scattare un’onda di solidarietà, social pure quella, nei confronti dell’azionista di maggioranza rossoblù.

Bologna è una pentola che bolle, o se preferite una piazza che oggi s’interroga sulla bontà di un ‘progetto’ che al sesto anno di serie A punta ancora a guardarsi le spalle per cercare di individuare le tre retrocedende, con buona pace degli "antichi fasti" da rinverdire. In queste ore c’è anche chi, tra i tifosi, ha preso carta e penna per scrivere direttamente a Saputo in Canada.

Lo ha fatto Luca Melega, presidente di ‘Futuro Rossoblù’, l’associazione di tifosi nata nel dicembre 2010 per spalleggiare la cordata di imprenditori che salvò il club dopo la fallimentare gestione Porcedda e che oggi, con quote ormai polverizzate, occupa ancora un posto nell’assemblea dei soci di Casteldebole (per concessione, va ricordato, dello stesso Saputo). "Lunedì scorso, primo giorno di mercato _ dice Melega _ come Consiglio direttivo di ‘Futuro rossoblù’ abbiamo scritto al Presidente Saputo per chiedere un ulteriore sforzo sul mercato necessario a dar seguito al perseguimento dell’obiettivo di piazzamento nelle prime dieci posizioni da lui ricordato qualche settimana fa a Sky, stante il fatto che la squadra da mesi ha un rendimento molto preoccupante di circa un punto a partita".

Le ambizioni di crescita sbandierate a parole da una parte e la cruda realtà dei numeri dall’altra: un contrasto doloroso soprattutto per chi ha a cuore i colori rossoblù. "Il momento è difficile _ ammette Andrea Coppari, presidente del Centro Bologna Clubs _ . I giocatori adesso si devono ritrovare e noi come tifosi dobbiamo stare loro vicini, perché sabato serve una vittoria col Verona. Il mercato? E’ arrivato un difensore ( il francese Soumaoro, ndr ) che se sta bene fisicamente potrà dare una grossa mano. Adesso speriamo che arrivi anche un attaccante".

All’interno della tifoseria, ufficiale e non, il dibattito è acceso e sul banco degli imputati sui social in queste ore sono finiti soprattutto Mihajlovic, accusato di ricorrere a un ‘monomodulo’ che non paga più i dividendi dei primi tempi, e a ruota i dirigenti, a cui si imputano risultati modesti se rapportati ai quasi 200 milioni spesi in sei anni dal patron canadese.

Nei confronti di Saputo invece, per la prima volta finito dentro uno striscione di dissenso, fioccano soprattutto i ‘mi dissocio’. Ieri in materia ha preso posizione anche uno dei gruppi storici della curva. "Vecchia Guardia 1974 _ si legge in un post su Instagram _ si dissocia da qualsiasi iniziativa volta a destabilizzare tutto l’ambiente attorno al Bfc 1909 (società e tifoseria). Condanna ogni tipo di striscione o contestazione non autorizzata dalla curva, soprattutto in un contesto par ticolare come quello che stiamo attraversando, dove riteniamo più opportuno rimanere uniti e remare tutti nella stessa direzione. Questi fenomeni da striscione si meritano presidenti come Fabbretti, Casillo, Porcedda e Guaraldi". Ma non tutti oggi la pensano così.