Bologna, 14 luglio 2019 - Un tumore delle cellule del sangue: ecco che cos’è la leucemia. "È in fase acuta e aggressiva, ma attaccabile", ha detto Sinisa Mihajlovic, commuovendo tutti coloro che lo ascoltavano (video).

"Mihajlovic è un uomo forte, sano, uno sportivo e ce la può fare – spiega incoraggiante il professor Sante Tura, uno dei padri dell’ematologia italiana, già direttore dell’Istituto di ematologia e oncologia medica ‘Seragnoli’ del Sant’Orsola, dove l’allenatore del Bologna sarà curato – perché è facilitato rispetto ad altri e poi negli ultimi anni sono stati fatti grandi progressi. Invece, il quadro può cambiare se ci troviamo di fronte a un anziano o a chi ha avuto altre malattie".
 
Gli esami di laboratorio in questi giorni proseguono e Gianni Nanni, responsabile dello staff medico del Bologna, ha precisato che ancora non si sa quale tipo di leucemia abbia colpito il mister. Ma che cosa accade nell’organismo con la leucemia? "Quando la malattia fu descritta alla fine dell’Ottocento – risponde Tura – gli fu dato questo nome, derivato dal greco, perché gli scienziati erano stati sorpresi dall’aumento cospicuo di globuli bianchi. Ma nella leucemia acuta, malattia del midollo osseo, sono interessate le cellule staminali che producono cellule senza un’attività specifica e quindi non formano globuli rossi, bianchi e piastrine. In questi casi, bisogna spazzare via le cellule leucemiche e permettere alle altre, che sono rimaste sottocoperta, di riemergere per tornare alla normalità".

Il professore fa una descrizione di grande impatto, quasi figurativa, del concetto terapeutico: "Ora bisogna distruggere le erbacce che sono nel prato con un lanciafiamme, per permettere ai germogli, la parte buona, di sbocciare e di ripopolare il midollo perché queste cellule sono più resistenti di quelle leucemiche". Le terapie per la leucemia ormai sono molto avanzate e anche il ‘guardiano del sangue’, come è stato chiamato Tura durante la festa all’Istituto Seragnoli per i suoi 90 anni, lo scorso maggio, ricorda il percorso che molto probabilmente sarà compiuto anche da Mihajlovic (foto). "Oggi abbiamo a disposizione terapie specifiche citotossiche – precisa il professore – e in genere i malati vengono sottoposti almeno a due cicli. Nel primo si spazzano via le cellule leucemiche, nel secondo ciclo si procede con una terapia di rinforzo ed eventualmente poi si passa al trapianto di midollo. Noi i primi li abbiamo eseguiti nel 1986".

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