Bologna, 22 ottobre 2021 - A Leo Messi quasi non rivolge la parola per eccesso di riverenza. "Non parlo molto con lui perché lo rispetto, preferisco osservarlo e studiarlo: è un esempio". Alla vita mondana preferisce il divano e le serie tv ("La mia preferita è Narcos"). Nicolás Dominguez (video) è poche palabras e tanta sostanza, figlio della sua terra. Haedo, piccolo puntino in quell’universo metropolitano che è Buenos Aires. Una pagina Wikipedia con una fotina e quattro righe in croce.

Eppure da quest’angolino di Sud America Nico ha trovato la sua strada, da percorrere dietro a un pallone. L’Europa nel destino, come per tutti quelli bravi. Ai tifosi del Velez bastarono poche partite per ribattezzarlo el Principe . Ancora meno impiegò il Bologna per capire che il Fortin di Liniers nascondeva un diamante. Così nel gennaio 2020 sbarca in Emilia. La maglia 8 di Giacomino Bulgarelli indossata con rispetto e carattere. Una crescita enorme, un arcobaleno di giocate dove il rossoblù è sfumato nell’albiceleste: Nico ha messo la sua firma nell’ultima Coppa America vinta. E ha messo le tende nel centrocampo di Mihajlovic che, però, domani sera, contro il Milan rischia di dover rinunciare al suo regista.

Dominguez, la prima domanda è d’obbligo: come sta?
"Sto bene, penso di esserci contro i rossoneri, sono ottimista. Ho avuto questo problemino alla fine della gara di Udine: ho sentito il soleo indurirsi. Per precauzione ho lavorato a parte".

Il Milan si può battere?
"Certamente, siamo nel nostro stadio. Ma dovremo fare una prestazione d’alta intensità: non mi fido del loro ko in Champions"

Intanto vi presentate alla sfida con una classifica che dice: dopo le sette pretendenti allo scudetto, c’è il Bologna. Dove volete arrivare?
"Abbiamo parlato a inizio stagione: l’obiettivo è stare nel lato sinistro della classifica, nei primi otto-nove posti. Sappiamo che è dura, ma con i quattro punti persi ingiustamente tra Genoa e Udinese saremmo ancora più su. Dobbiamo continuare così, migliorando la fase difensiva siamo cresciuti".

E mettendo Dominguez più arretrato...
"Ho iniziato a giocare davanti alla difesa dopo il problema di Jerdy (Schouten, ndr ). Mi piace questo ruolo, l’ho fatto anche in Argentina: certo, per caratteristiche preferisco stare più avanti, ma non è un problema".

Anche perché dire di no a Mihajlovic dev’essere dura.
"Sicuramente lui è molto convincente, si arrabbia molto, come con tutti. Da me vuole soprattutto che migliori nella fase di non possesso. Quando abbiamo palla nella metà campo avversaria, mi chiede di fare marcature preventiva".

Mentre a lei un tempo piaceva segnare...
"E’ sempre bello far gol, ed è vero, in passato ne facevo di più. Ma chiaramente dove gioco ora ho meno possibilità. Ma il bene della squadra viene prima".

Se poi sforna assist come quelli di Udine, son contenti tutti.
"All’inizio pensavo che il mio lancio fosse troppo corto. Devo dire che anche Barrow è stato bravissimo nel calciare al volo".

Quand’è stato il momento della vostra svolta?
"Sono stati due: dopo la sconfitta con la Ternana e dopo la batosta di Empoli. Quelle due lezioni ci hanno cambiato a livello di testa".

E quanto ha inciso, invece, l’arrivo di uno come Arnautovic?
"Marko è forte, ha portato esperienza, si è trovato bene con tutti. Poi certo è molto esigente, ma per primo con se stesso: si incazza spesso (ride, ndr )".

Il compagno che fin qui l’ha impressionata di più?
"Theate. Ha fatto benissimo nonostante sia arrivato all’ultimo. S’è inserito alla grande nel gruppo: ha voluto subito imparare l’italiano".

Su chi scommetterebbe?
"Skov Olsen. Ha grandissime qualità, gli manca la continuità come capitò a me l’anno scorso. Ma fidatevi: ha potenzialità e un mancino pazzesco, deve solo crescere".

Che voto dà al Bologna fin qui?
"Un bel sette: abbiamo sbagliato qualcosa, ma siamo dove c’eravamo prefissati. Però puntiamo a una stagione da otto".

E lei che voto si dà?
"Difficile dirlo. Dopo la Coppa America ho preso molta fiducia: ma posso fare ancora di più. Mi darei un sei fin qui".

Severo. Intanto i rumors su di lei montano. Hanno scomodato persino l’Atletico Madrid...
"Non penso a queste voci. Voglio crescere e fare bene qui. Per il resto ci sarà tempo".

Come si vede con la fascia di capitano del Bologna?
"Certo, è sempre bello portare la fascia. Ma adesso tocca a Robi e Lollo (Soriano e De Silvestri, ndr). Non devo pensare a queste cose"

Però l’Italia è un bel posto dove mettere radici.
"Mi trovo benissimo, la città è stupenda, la gente carina. La mia ragazza ha voluto vivere in centro".

E poi c’è pure una grande tradizione di basket, di cui lei è un appassionato. Domanda scomoda: Virtus o Fortitudo?
"La Virtus in questo momento è più forte, ma anche la Fortitudo mi piace. Tranquilli, io tifo solo per i Lakers".