Il taglio del nastro della nuova area del centro tecnico (Schicchi)
Il taglio del nastro della nuova area del centro tecnico (Schicchi)

Bologna, 3 aprile 2017 - “Sono molto orgoglioso di presentare questa nuova ala del centro Tecnico che da domani accoglierà la Prima squadra e i ragazzi delle nostre giovanili, che avranno così la possibilità di allenarsi al fianco di giocatori di serie A. La prima fase del progetto di ristrutturazione si completerà con la costruzione della nuova palestra e con la sistemazione della palazzina centrale; tutto questo farà del centro Tecnico una struttura all'avanguardia in Italia che sarà la base su cui lavoriamo per costruire il Bologna del futuro”.

Apre le porte al futuro rossoblù il presidente Joey Saputo quando, dopo la benedizione del monsignor Ernesto Vecchi e al fianco di Giovanni Galli, padre di quel Niccolò a cui il Centro è dedicato, e Luciano Marchesini, presidente onorario dell'azienda Gallotti, precedente proprietaria della struttura sportiva poi acquistata dal Bologna, taglia ufficialmente il nastro dei nuovi spogliatoi, delle infermerie, della sala video e del magazzino costruiti a Casteldebole. “

Si va avanti con gli impegni presi - sottolinea il sindaco Virginio Merola presente assieme agli assessori Lepore e Rizzo Nervo - e questo è molto importante per la città e per la squadra”. Squadra che potrà sfruttare anche i 4 nuovi campi, uno dei quali in erba sintetica e con impianto di illuminazione, che darà la possibilità, volendo di allenarsi anche in notturna.

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Un impianto davvero imponente e all'avanguardia quello intitolato a Niccolò Galli: “Quando il presidente ha pronunciato il nostro cognome associato a questa nuova struttura - dice il papà Giovanni - abbiamo provato una grande emozione e lo ringrazio, così come ringrazio il presidente Gazzoni che lo intitolò a Niccolò. Siamo sempre rimasti sorpresi che il Bologna abbia dedicato il centro tecnico ad un ragazzo di 17 anni che è rimasto qua solo per 6 mesi, quando la storia del Club è costellata da grandi campioni; siamo colpiti da questo ambiente”.