Bologna, 4 settembre 2018 - "Sto facendo l'interesse della citta'". Cosi' il sindaco di Bologna, Virginio Merola, rivendica la svolta sulla questione stadio-Prati di Caprara annunciata venerdi' scorso dal palco della Festa dell'Unita'. Sul Dall'Ara, spiega il sindaco nel corso di un'intervista ai microfoni di Trc.

"Con Saputo abbiamo un'occasione - dice il sindaco -. Gia' cosi', lo stadio richiede lavori di antisismica e rimetterlo in sesto ci costerebbe 25 milioni di euro". Quindi, tiene il punto Merola, "sto facendo l'interesse della citta'". Anche i tifosi, tra l'altro, "hanno bisogno di non fare le partite sotto l'acqua o la neve, visto che sono cosi' bravi a tifare per una squadra che ancora non ci ha dato grandi soddisfazioni. Rimaniamo in A ma in una posizione abbastanza mediana- punge il sindaco- passo dopo passo spero che anche l'entusiasmo per il nuovo stadio aiuti a risollevare la squadra".

Abbandonando il campo, per lui notoriamente minato, da calcio, Merola da' qualche dettaglio in piu' sull'operazione. "Abbiamo organizzato almeno quattro incontri tecnici col Bologna, a tamburbattente, per avere cognizione piena dei costi- spiega il sindaco- poi ci dovremo occupare anche del contesto. Avremo bisogno di un'adeguata dotazione di parcheggi e politiche della sosta che permettano di avere una volta ogni 15 giorni la partita in modo ordinato".

Merola ribadisce poi che le casse di Palazzo D'Accursio sono abbastanza solide da permettersi questo investimento ("Lo dimostreremo nel bilancio preventivo 2019") e insiste sull'aspetto ambientale. "La nostra e' la scelta piu'
compatibile con l'ambiente, come per il Passante- rivendica Merola- evitiamo colate di cemento o che si faccia un nuovo stadio isolato, con tante villette intorno, con un'intervento di speculazione edilizia".

Tra l'altro, insiste il sindaco, "la nostra scelta di ristrutturare lo stadio e' condivisa dall'intero Consiglio comunale. Tutte le forze hanno votato all'unanimita' il fatto che vada ristrutturato il Dall'Ara". Merola non ha quindi dubbi nel dire che Bologna e' guidata da "un'amministrazione competente, capace e che soprattutto ascolta".

Da qui il discorso si sposta inevitabilmente sui Prati di Caprara. "Quell'area non e' idonea per una cittadella della moda cosi' invasiva- dice chiaro e tondo il sindaco- il nostro piano urbanistico, non i comitati, che comunque ascoltiamo volentieri, li' prevede un parco".

Sulla destinazione dell'area, ora "andremo avanti con l'istruttoria pubblica, chiesta da 2.000 cittadini, a cui seguira' un laboratorio di urbanistica partecipata". L'obiettivo del Comune, ribadisce Merola, "e' fare dei Prati di Caprara un grande parco, piu' grande dei Giardini Margherita, con una bella scuola e abitazioni moderne, belle, che producano energia invece di consumarla, tutto per l'affitto".

Quanto verra' costruito, pero', "e' relativa a caratterizzazioni e bonifiche che sta facendo il fondo Invimit. Uno puo' dire finche' vuole che il bosco e' sacro- bacchetta Merola- ma finche' non sappiamo cosa c'e' sotto in termini di
inquinamento, e' prematura qualsiasi discussione. Non e' prematuro invece discutere come realizzare questo parco e con quali indici. Non c'e' bisogno di cambiare il piano operativo comunale, che fissa dei tetti di massimi di indici edificatori, ma far convivere analisi oggettive e tecniche con l'obiettivo di fare un grande parco".

Poi aggiunge: "In questo clima di confusione nazionale, in questo continuo seminare odio e rancore, i bolognesi hanno bisogno di un'amministrazione che ascolti e che sia in grado di collaborare".

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