Bologna, 18 ottobre 2017 - Quando a Bologna si dice 'ala destra' la mente di chi non ha vissuto l'età aurea degli anni Trenta corre istintivamente a lui: all'ala destra che vinse il settimo scudetto (FOTO). L'ala di Marino Perani si è spezzata per sempre questa mattina all'alba in una stanza della casa di cura Lercaro.

Il 27 ottobre Perani avrebbe compiuto 78 anni, ma di fatto gli ultimi due li ha trascorsi passando da una clinica all'altra, perché le gravi condizioni di salute, che gli facevano traballare sia il fisico che la memoria, impedivano da tempo alla moglie Anna, che gli è stata vicina fino all'ultimo, di assisterlo a casa.

Per uno strano scherzo del destino Perani si è spento proprio nella settimana che porta alla sfida con l'Atalanta, che per lui, bergamasco di Ponte Nossa, è stata la prima casa calcistica, il trampolino di lancio per la sua avventura in rossoblù, durata 16 stagioni. Con 415 presenze ufficiali, condite da 80 gol, Perani figura al quinto posto nella graduatoria dei rossoblù con più gettoni della storia, preceduto solo da Giacomo Bulgarelli, Tazio Roversi, Carlo Reguzzoni e Carlo Nervo.

Col Bologna è stato campione d'Italia nel 1963-64, ma nel suo palmares in rossoblù figurano anche, nel 1970, una Coppa Italia e una Coppa di Lega Italo Inglese, oltre alla Mitropa Cup del 1961. Con Fulvio Bernardini, l'allenatore del settimo scudetto, ebbe spesso un rapporto conflittuale, che gli derivava dal suo carattere fumantino. Nell'anno del tricolore in campionato realizzò 6 reti, rivelandosi il complemento perfetto per Haller e Pascutti, anche se tecnicamente diede il meglio di sé quando in panchina arrivò Luis Carniglia, con un rendimento che gli permise di raggiungere la Nazionale.

In azzurro collezionò solo 4 presenze. Il debutto lo fece proprio al Comunale di Bologna, il 14 giugno 1966, in un Italia-Bulgaria finito 6-1 in cui mise subito lo zampino del gol. A giugno partecipò alla spedizione dei Mondiali in Inghilterra del 1966, che s'interruppe ingloriosamente a Middlesbrough dopo il harakiri con la Corea del Nord.

Quando appese gli scarpini al chiodo Perani è rimasto a lungo nell'orbita del club, tanto che il presidente Luciano Conti gli consegnò la panchina della prima squadra per un tratto della stagione 1978-79. L'anno successivo bissò con Tommaso Fabbretti per tutta la stagione 1979-80. Lascia la moglie Anna e i figli Claudio, Daniele e Paolo. Claudio e Daniele vantano anche una presenza in serie A col Bologna e fu proprio il padre a farli debuttare in coda alla stagione 1979-80.

Perani è l'ultimo di una lunga serie di eroi dello scudetto che sono andati a giocare in paradiso. Dall'inizio dell'anno è il terzo a lasciarci: pochi giorni fa è stato il turno di Bruno Franzini e a gennaio abbiamo perso il grande Ezio Pascutti.

"La sua maglia numero 7 è una delle icone del Bologna che oggi, con l'addio a Marino Perani, perde un altro eroe dell'ultimo scudetto - è il commento del sindaco -. Uomini come Perani hanno dato a questa città qualcosa che va molto più in là del calcio: hanno costruito un sogno che dura ancora oggi. E lo hanno regalato a tutta Bologna. Grazie".

A darne per primo la notizia è stato il Bologna Fc e un altro grande tifoso come Pier Ferdinando Casini scrive: "I tifosi rossoblu rendono omaggio all'indimenticabile Marino Perani, ala del Bologna tricolore e della nazionale. E' uno dei nostri grandi simboli che se ne va dopo mesi di sofferenza e di dolore. E' stato un grande amico di tutti noi". Nel pomeriggio ll'annuncio: i funerali si terranno venerdì 20 ottobre alle 16 nella chiesa di San Girolamo della Certosa, in via della Certosa 18.

Saputo: "Addio Perani, un grande campione"