Sinisa Mihajlovic resiste sulla panchina del Bologna (FotoSchicchi)
Sinisa Mihajlovic resiste sulla panchina del Bologna (FotoSchicchi)

Bologna, 27 settembre 2021-  Tutti chiusi nel bunker di Casteldebole. Tra i musi lunghi dei dirigenti, le facce contrite dei giocatori (che da questa sera sono in ritiro all'hotel Calzavecchio) e un Mihajlovic che mai come ieri al Castellani ha dimostrato di essere un allenatore distante dalla squadra che aveva appena messo in campo.

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La domanda è: adesso Sinisa rischia di saltare?

La giornata è lunga, un Saputo visibilmente contrariato dallo scivolone del Castellani (era ora) in queste ore chiederà conto a dirigenti e allenatore di come sia possibile che la stagione è appena cominciata e già in tre circostanze (Ternana in Coppa, Inter e Empoli in campionato) la squadra sia miseramente naufragata.

Al momento, tuttavia, la panchina di Mihajlovic sembra reggere. In caso di esonero il mega-contratto del serbo da 2 milioni all'anno per le prossime due stagioni costringerebbe il club a chiedere un sacrificio di un'altra decina di milioni all'azionista (nel conto vanno messi sia i soldi che spettano a Mihajlovic che quelli per il nuovo allenatore): è pensabile che dirigenti fin qui tutt'altro che esenti da colpe nella costruzione, un po' schizofrenica, della squadra possano chiedere a Saputo un surplus di esborsi dopo che il magnate canadese si appresta a ripianare un passivo di bilancio dell'ordine dei 30-35 milioni?

Oltretutto se l'impianto tecnico oggi scricchiola la classifica è tutt'altro che drammatica. Ecco perché un equivoco che andava risolto in estate, quando Mihajlovic fece capire in tutti i modi di attendere solo la chiamata da una grande, difficilmente verrà risolto in queste ore.

Però ci si ragiona, guardando con legittima ansia all'ottobre che bussa alla porta, con avversari come Lazio, Milan e Napoli di tutt'altra pasta rispetto a Salernitana, Verona, Genoa e Empoli, e forse guardando anche a un 'normalizzatore' come Claudio Ranieri, un lord ancora orfano di panchina.

Resta il fatto che Saputo forse ha finalmente aperto gli occhi sul senso, a volte sfuggente, della sua avventura bolognese (al netto di un meritorio restyling del Dall'Ara che nel dubbio è nuovamente slittato di qualche mese), i dirigenti riflettono sui propri errori e Mihajlovic è chiamato a rimettere insieme i cocci dell'ennesimo patatrac.

Sembra uno scenario da tragedia, ma il bello del calcio è che basta azzeccare due risultati e tutto cambia di colore.