Roberto Baggio con la maglia del Bologna, in una foto del '97 con Ronaldo (Ansa)
Roberto Baggio con la maglia del Bologna, in una foto del '97 con Ronaldo (Ansa)

Bologna, 18 febbraio 2017 - Quando a luglio l'allora presidente Giuseppe Gazzoni calò l'asso sul tavolo annunciando il grande colpo, nel primo giorno di campagna abbonamenti furono più di tremila i bolognesi che acquistarono la tessera. Alla fine sarebbero diventati 27 mila: un Dall'Ara ogni domenica praticamente esaurito, e tutto ai suoi piedi. Oggi che Roberto Baggio soffia sulle 50 candeline, Bologna rievoca con dolce nostalgia quel 1997-98 che sotto le Due Torri è passato alla storia come “l'anno di Baggio”.

Mica un anno qualunque eh. Perché il Codino in carriera non avrebbe mai segnato tanti gol in campionato, 22, come quelli che realizzò in rossoblù. Un rilancio in grande stile, per lui che nell'estate 1997 era stato scaricato dal Milan e che un anno dopo, grazie alla rinascita sotto le Due Torri, acchiappò al volo il treno dei Mondiali di Francia con la Nazionale allenata dal cittì Cesare Maldini.

Baggio, la festa per i 50 anni tra i terremotati

Non furono solo rose e fiori, però. L'impatto col Bologna operaio costruito a immagine e somiglianza del suo allenatore Uliveri, fu addirittura traumatico. 'Renzaccio' aveva le sue regole e mal digeriva i solisti alla Baggio. Per quasi un intero girone il Bologna non ci capì nulla, tanto che a dicembre, dopo la sconfitta (4-3) di Udine si ritrovò penultimo. Poi collettivo e solista riuscirono a convivere, Ulivieri trovò la quadra e nel girone di ritorno la squadra decollò, fino a conquistare l'ottavo posto finale.

Chi non conquistò mai del tutto la fiducia di Ulivieri fu invece Baggio, protagonista della famosa fuga dal ritiro alla vigilia di Bologna-Juventus, quando il toscano gli comunicò che il giorno dopo si sarebbe accomodato in panchina. Baggio perse le staffe, Ulivieri non tornò sui suoi passi e ci vollero tre giornate campali di colloqui incrociati in una Casteldebole assediata da tifosi e giornalisti per ricomporre l'incidente e arrivare a una tregua armata.
Poi, così com'era arrivato, Baggio se ne andò, destinazione Inter. Una cometa transitata sul cielo di Bologna che però, a vent'anni di distanza, lascia ancora la sua scia di vivida luce.

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