Soumaoro
Soumaoro

Bologna, 14 gennaio 2021 – “La scelta di tornare in Italia? Facile, praticamente automatica. Da tempo ero in contatto col Bologna, non è stato possibile venire in estate perché il Lille non voleva cedermi, ma ora è un piacere essere qui e poter giocare con questa maglia”. Si presenta, Adama Soumaoro, ai suoi nuovi tifosi, impazienti di vederlo all’opera e speranzosi di poter confidare sul centrale difensivo ex Lille per mettere a posto una difesa afflitta da tempo da numerosi problemi.


Prestito con diritto di riscatto per il classe 1992, che da gennaio a giugno ha vestito la maglia del Genoa, tra l’altro segnando al Dall’Ara proprio contro la squadra di Mihajlovic, in un triste 0 a 3 in favore dei liguri: “Ho già avuto modo di conoscere la Serie A lo scorso anno, ora sono contento di essere a Bologna per aiutare il club a raggiungere i suoi obiettivi. Il gol contro il Bologna? Fu una bella partita. dopo quella gara sicuramente mi avranno seguito per monitorare il mio rendimento. Non penso che il gol sia stato decisivo, ma di sicuro ha avuto un certo peso”.


Sul mister: “Ho avuto modo di parlarci, mi ha spiegato cosa si aspetta da un giocatore che gioca nella mia posizione. Mihajlovic vuole che la squadra costruisca l’azione partendo da dietro con diversi tipi di uscita e cercando di giocare con il passaggio corto, e questo è quello che mi è sempre piaciuto fare”. Un Soumaoro, dunque, che sembra non vedere l’ora di rimettersi alla prova nel Belpaese, dopo che l’avventura col Lille, del quale è diventato capitano a 25 anni, ha subito diversi scossoni: “Sono successe cose all’interno del club, non sempre sono stato d’accordo con dirigenti e allenatori. Sono cose che comunque capitano nel mondo del calcio. Io non mi sento sotto pressione, il mio valore lo dimostrerò sul campo e i risultati arriveranno col tempo. Ora mi sento molto bene, a dicembre ho avuto un problema che mi ha fermato qualche giorno, ma nulla di grave. Differenze tra Ligue 1 e Serie A? Il calcio italiano è più tattico, il ritmo è differente. In Francia è più diretto”.