Il prosciutto di Parma
Il prosciutto di Parma

Bologna, 17 agosto 2019 - Tre lettere che dicono tanto. Dietro le sigle ‘Dop’ e ‘Igp’  si nasconde il meglio dell’enogastronomia italiana, pronto ad andare in scena dal 30 agosto al primo di settembre a Fico Eataly World. Il parco alimentare di via Canali, ospiterà ‘Identità d’origine. Dop e Igp dall’Italia e dall’Europa’. Un incontro internazionale, o meglio, tre giorni  di rassegna-mercato, degustazioni ed eventi, che hanno al centro proprio la certificazione dei prodotti provenienti da tutto lo Stivale e non solo. Dalla lenticchia di Castelluccio di Norcia all’Arroz de Valencia, il famosissimo riso per la paella, l’iniziativa è organizzata in collaborazione  con l’Assessorato all’agricoltura, Fondazione Fico, Origin Italia (l’associazione che raggruppa i consorzi agroalimentari italiani) e Fondazione Qualivita (che valorizza i prodotti certificati Dop, Igp e Stg). La città diventerà, per tre giorni, la capitale delle Dop e Igp italiane ed europee, veri e propri vanti  del territorio, come, per esempio: il Melone Mantovano Igp, l’Agnello del centro Italia e quello di Sardegna Igp, l’Aglio di Voghiera e quello Bianco Polesano Dop, la Casciotta d’Urbino Dop, il Limone di Siracusa Igp, la Burrata d’Andria Igp, la Trota e Salmerino del Trentino Igp e tante altre specialità con la propria ‘Identità d’origine’.


Quando il territorio diventa l’ingrediente della ricetta perfetta. Già, perché non si può parlare di Dop e Igp senza prendere in considerazione dove questi prodotti prendono vita. Dei veri e propri «ambasciatori della tradizione», come ama definirli Tiziana Primori, amministratore delegato di Fico.

Primori, dietro questi prodotti non c’è quindi solo un gusto particolare.

«La certificazione, oltre a garantire qualità e sicurezza, serve anche a far sopravvivere una tradizione. La chiave di lettura è quella di una cultura popolare, legata a doppio filo con il territorio, da conservare per il futuro».

A cosa si riferisce?

«Parlo in particolare di quelle tipicità che segnano davvero il gusto di una materia prima. Dettagli minimi, ma perfezionati con la sapienza di una tradizione lunga secoli. L’esempio perfetto è l’aria delle colline emiliane, che dona quel sapore inconfondibile al Prosciutto di Parma».

A parte celebrare le eccellenze nazionali ed europee, qual è quindi il primo obiettivo di ‘Identità d’origine’?

«Dare una risposta concreta alla domanda ‘cos’è la certificazione’? Sarà la prima rassegna mondiale in cui verranno messi in mostra prodotti Dop e Igp. Tutti i presenti potranno parlare con consorzi e produttori, e farsi raccontare direttamente da loro la storia che c’è per esempio dietro il peperone di Pontecorvo, oppure il Ciauscolo marchigiano».

Quali sono i vantaggi per un’azienda che si certifica?

«Significa inserire i propri prodotti in un circuito virtuoso, fra i migliori d’Italia, e tutelarli in tutta la loro filiera».

Le tappe principali di questa tre giorni a Fico?

«Si comincia venerdì 30 agosto alle 10, con l’incontro tecnico internazionale, dedicato ai prodotti agroalimentari certificati. Un’occasione per fare il punto su: strategie commerciali, innovazione, sviluppo locale e sostenibilità delle produzioni».

Suona come qualcosa molto da addetti ai lavori.

«Fico in realtà come al solito avrà una doppia anima, infatti, sabato 31 e domenica 1 ci sarà spazio anche per le famiglie, grazie alla rassegna-mercato, con tanti assaggi di prodotti certificati per tutti. Oltre a questo si potrà partecipare a un tour guidato alla scoperta del Grana Padano Dop e Mortadella Bologna, il tutto all’interno delle fabbriche del Parco».