Edoardo Bennato a Fico (foto di Daniele Barraco)
Edoardo Bennato a Fico (foto di Daniele Barraco)

AGGIORNAMENTO L'evento è stato riviato a data da destinarsi

Bologna, 2 dicembre 2018 – Il Piemonte dei contadini che salpavano per il Sudamerica con la valigia di cartone e la Napoli di chi lasciava le proprie radici per cercare fortuna nelle industrie del Nord. Saranno un figlio delle Langhe come il fondatore di Eataly, Oscar Farinetti, e una gloria della musica partenopea come Edoardo Bennato, martedì 4 dicembre, ad inaugurare il ciclo di incontri dal titolo “Conflitti latitudinali”, ospitato nell'arena di Fico-Eataly World per aprire uno squarcio sulle migrazioni di ieri e di oggi, fra le difficoltà dell'integrazione e la gioia di scoprirsi uguali.

Il cantautore, autore, tra gli altri, di brani indimenticabili come “Viva la mamma”, “Il gatto e la volpe” e “L'isola che non c'è” e impegnato, in questi mesi, nel “Pinocchio & Co. Tour 2018”, è stato invitato per la grande sensibilità che ha sempre dimostrato, con il suo proverbiale acume, nei confronti del delicato tema dell'esodo dei popoli. A partire, fra meno note opere pittoriche e famose incisioni musicali, dal fortunato album “Pronti a salpare” del 2015, vincitore, con la sua title track, del 'Premio Amnesty International Italia 2016' per il miglior brano dedicato ai diritti umani.

Nelle prossime settimane, poi, il viaggio nella biodiversità umana e nelle pieghe delle migrazioni di “Conflitti latitudinali” proseguirà con altri due ospiti di assoluto rilievo. Venerdì 7 dicembre, infatti, sarà lo storico leader dei Timoria e figura chiave del rock italiano, Omar Pedrini, a conversare con Farinetti alla Libreria di Fico, per presentare il suo nuovo libro, intitolato “Angelo ribelle”.

Giovedì 20 dicembre, invece, si tornerà in arena, dove la star assoluta sarà l'alpinista, scultore e scrittore Mauro Corona, pronto a raccontare al pubblico il suo ultimo romanzo, “Nel muro”, che muove da un macabro ritrovamento per narrare, ancora una volta, la potenza di quella natura che, assieme all'uomo, resta il fulcro di tutte le narrazioni della Fabbrica italiana contadina.