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Fico, arte della pizza con degustazioni per tutti

Giovedì 1 febbraio dalle 18, ne parlerà l'antopologo e divulgatore Martino Niola

di LORENZO PEDRINI
Ultimo aggiornamento il 31 gennaio 2018 alle 18:27
La pizza, patrimonio dell'Unesco, protagonista a Fico

Bologna, 31 gennaio 2018 – Pizza e Fico. L'accoppiata, di solito, fa sorridere, ma, in questo caso, celebrerà la secolare arte della pizza, riconosciuta dall'Unesco, lo scorso 7 dicembre, come Patrimonio culturale dell'umanità. Giovedì 1 febbraio alle 18, prima delle degustazioni gratuite e delle dimostrazioni pratiche offerte dai maestri pizzaiuoli di Rosso Pomodoro, sarà proprio l'autore dell'expertise presentato all'organizzazione delle Nazioni Unite, l'antropologo e divulgatore Marino Niola, a spingersi in riflessioni che, nella platea di Fico Eataly World, sapranno spingersi ben oltre il pomodoro e la mozzarella.

“L'Unesco, in realtà, non patrimonializza prodotti alimentari – ha spiegato Niola, che ricopre anche la carica di presidente del Comitato di indirizzo della Fondazione Fico – ma solo le buone pratiche sociali, materiali e immateriali, che il suo uso, nel tempo, ha contribuito a generare”. Nel caso della regina della cucina napoletana, vero e proprio spettacolo in vista del quale - è scritto nelle motivazioni del riconoscimento - “il bancone e il forno fungono da palcoscenico”, a fare la differenza, ovviamente, pare sia stata la capacità di unire le persone a tavola, fetta dopo fetta.

“La pizza – ha infatti proseguito il professor Niola – è un cibo democratico per sua natura, povero, magari, ma capace di rappresentare la principale fonte di guadagno per migliaia di famiglie che, nel secolo scorso, ne hanno fatto il biglietto da visita dell'Italia nel mondo e un veicolo di promozione sociale”. Sui “gesti, canzoni ed espressioni visuali e gergali” diffusi dalla pizza, dei quali parla l'Unesco, sarà, dunque, fatta luce domani, con i colori e i profumi degli impasti come sfondo più degno.

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