Bologna, 27 luglio 2019 - Una pizza da Guinness che unisce. Fuori dall’ingresso principale del parco agroalimentare Fico, 30 pizzaioli al lavoro senza sosta per realizzare 500 metri di pizza che racchiude 20 diversi condimenti di altrettante regioni italiane. “Abbiamo cercato di ricreare quello che avviene dentro Fico in un’unica pizza” racconta Federico Gardumi, responsabile eventi Fico Eataly word parlando dell’esplosioni di sapori che caratterizzano questa grande opera collettiva.

500 kg di farina, 50 litri di olio extravergine, 10 kg di basilico, 400 kg di pomodoro, 500 kg fiordilatte e altri 50 kg di prodotti locali per i condimenti che vengono messi a crudo sulla pizza dopo l’uscita dal forno.
Una lunga tavolata che corre lungo il perimetro di ingresso di Fico con due grandi forni a legna su ruote che piano piano cucinano la pizza che viene stesa sui tavoli e condita con pomodoro e mozzarella.

Al lavoro 30 pizzaioli da tutta Italia di cui 10 under 30 della scuola di RossoPomodoro. “Abbiamo impastato ieri sera e l'abbiamo lasciata lievitare per 20 ore ogni panetto che dovrebbe corrispondere circa a un metro di pizza stesa” spiega Giovanni Magno, under 30, pizzaiolo da 5 generazione e impegnato in quest’arte da 10 anni.

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Per la realizzazione di questo grande progetto da Guinness per la diversità e la qualità dei condimenti che vengono messi su un unico impianto, Fico ha coinvolto diversi partner. Tra questi RossoPomodoro con la scuola di pizzaioli gestiti da Davide Civitiello campione del mondo trofeo Caputo 2013 e Napoli Pizza Village che ha il record per la pizza più lunga mai realizzata nel 2016 sul lungomare di Napoli, con 1 km 847,36 m di pizza. “Siamo giunti al nono anno del Napoli Pizza Village, un evento che attira milioni di persone ogni volta e che è stato premiato a Las Vegas nel 2018 nella categoria dei Food Festival- spiega il CEO Claudio Sebillo-. Abbiamo scelto Fico per realizzare questa impresa che a differenza delle altre volte si porta dietro un significato importante di unione dell’Italia, una grande emozione soprattutto in questo momento storico”.

Ingredienti di un po’ tutti le regioni: melanzane, pecorino particolare, pesto, pomodorini secchi. “Creiamo tranci che rappresentino ogni singolo territorio- racconta Salvatore Salvo, pizzaiolo da 3 generazioni di Napoli-. Per noi è importante la qualità delle materie prime e valorizzare il prodotto pizza”. Sono 20, infatti, regioni sul piatto, ognuna rappresentata da 20 metri di impasto appositamente condito con i prodotti tipici del territorio. Per l’Emilia Romagna fiordilatte rucola e scaglie di parmigiano. La campania, invece, si caratterizza per salsiccia friarielli e fiordilatte.

La pioggia non ha spaventato nessuno e dopo qualche rallentamento iniziale dovuto ad un acquazzone che rischiava di rovinare l’impasto, alle 16.30 circa centinaia di persone si sono accalcate intorno ai tavoli per assaggiare il risultato del lavoro svolto.