Piena del Reno, Castel Maggiore il giorno dopo l'alluvione (foto Samaritani)
Piena del Reno, Castel Maggiore il giorno dopo l'alluvione (foto Samaritani)

Bologna, 3 febbraio 2019 - "L'emergenza sta cessando, siamo oggi in una situazione di disagio, non di pericolo". Sono le parole del prefetto Patrizia Impresa al briefing sulla situazione maltempo tra Dipartimento Protezione civile nazionale, Regione, Comuni interessati e Forze dell'ordine, dopo l'alluvione che ha interessato ieri il Bolognese.  

Ieri, all’ora di pranzo, il Reno ha rotto gli argini a Castel Maggiore: cinquanta metri, per due di altezza, sono crollati, spinti dalla forza del Reno. Una marea d’acqua, pari a 2 milioni di metri cubi, per cinque ore, ha travolto tutto quello che incontrava sul suo tragitto. L'esondazione ha riguardato anche Argelato, dove oggi di registra la situazione più critica, e in parte i comuni di Castello d'Argile e San Giorgio di Piano.

AGGIORNAMENTI Piena Reno oggi, sotto accusa gli argini colabrodo - Si lavora per liberare le case dal fango

Ieri in mattinata allagamenti anche in città, a Borgo Panigale e al Navile: il Reno è esondato riempiendo le case costruite a ridosso dell’argine fino al primo piano. Oggi, secondo quanto riferito dal prefetto, sono rimaste 10 persone sfollate (ieri erano più di 150, ndr).

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I sei carabinieri rimasti feriti ed erano stati ricoverati tra l'ospedale di Bentivoglio e il Maggiore sono stati dimessi ieri sera e in settimana riceveranno la visita del presidente della Regione Stefano Bonaccini in caserma. Proprio Bonaccini ha annunciato che la Regione chiederà lo stato di emergenza per i danni del maltempo. "La richiesta riguarderà in primis la Bassa Bolognese colpita dall'esondazione del Reno, ma anche il Piacentino per il gelicidio, il Reggiano per alcune frane e il Modenese per arginature da ripristinare". E poi garantisce: "Adesso è il momento di pensare alle persone e alle famiglie, e dico fin d’ora che tutti i cittadini colpiti verranno aiutati a tornare nelle proprie case e che saranno risarciti dei danni subiti, che per molti appaiono già ingenti".

Oggi la situazione più critica si registra ad Argelato (video): l'acqua si è ritirata riversandosi sulle campagne. I pochi abitanti dei casolari rurali sono in sicurezza.

Nelle zone colpite da alluvione e allagamenti, sono stati messi a punto servizi antisciacallaggio, per vigilare che le abitazioni evacuate non venissero pure saccheggiate.

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"La situazione degli allagamenti ad Argelato è ancora importantissima, tante case e tante zone sono ancora sott'acqua - è l'appello del sindaco, Claudia Muzic (video) -. Abbiamo bisogno di più forze, mezzi e uomini". Oltre agli
allagamenti, nella notte e nella prima mattinata si sono verificati in paese anche blackout elettrici.

"Abbiamo individuato una zona rossa e l'argine è stato già messo in sicurezza. Sono iniziati i lavori, si sta provvedendo a ricostruirlo in modo da reggere su quel lato. - assicura il prefetto Impresa, stamattina impegnata in un sopralluogo -. Volontari e vigili del fuoco sono al lavoro per ripulire le case dal fango". 

Complessivamente, sono state organizzate 30 squadre di volontari per interventi di svuotamento, pulizia, assistenza alla popolazione, presidio e vigilanza. 

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Per quanto riguarda le strade provinciali, sono state riaperte la Nuova Galliera e la Centese questa mattina. Nel pomeriggio è stata riaperta anche la Trasversale di pianura. 

Al lavoro sull’emergenza, vigili del fuoco (video), forze dell’ordine, polizia municipale, volontari di protezione civile e operatori del 118, dietro la direzione del Centro coordinamento soccorsi della Prefettura. Il Genio Ferrovieri dell’Esercito è intervenuto sia a Castel Maggiore sia ad Argelato (video)

La situazione aggiornata Comune per Comune

Circa 350 i residenti coinvolti nel comune più colpito, quello di Castel Maggiore, per 160 famiglie: di queste persone, 80 si sono state registrate al centro di accoglienza per ricevere assistenza, 55 alloggiate in albergo e altre hanno preferito sistemarsi autonomamente. Ad Argelato ci sono state 120 persone evacuate e la frazione di Funo ha accolto 50 persone nel centro di accoglienza allestito ieri. Sono rientrati gli abitanti di Malacappa, evacuati precauzionalmente. Negli altri comuni risulta al momento qualche decina di case isolate a seguito dell’allagamento delle strade.

Oggi, nel Comune di Argelato è attivo un punto di coordinamento per gli interventi dei Vigili del fuoco. Squadre di volontari sono già in azione. A questo si affianca un punto informativo dedicato ai cittadini, nell’ufficio tecnico del Comune.

La Regione, in una nota, riferisce che sono state attivate altre squadre con kit specialistici per la pulizia delle case e delle strade (pompe per acqua e fango, lance con serbatoio acqua).

Al centro di accoglienza di Castel Maggiore "è stato aperto uno sportello sociale dedicato all’ascolto delle esigenze della popolazione, gestito da operatori sociali del sistema regionale in supporto agli operatori locali. Allo sportello sociale è presente anche un vigile del fuoco per il raccordo con gli interventi operativi", riferisce la Regione. 

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Bologna, il sindaco nei quartieri allagati

In città, quasi tutte le famiglie evacuate per precauzione sono rientrate a casa: le 9 persone di via del Traghetto e 40 delle 44 persone sfollate in via Giunio Bruto, dove rimane un solo nucleo familiare accolto dal Comune perché non può ancora rientrare nel proprio appartamento. Da questa mattina operatori di Hera sono al lavoro per ripulire dal fango le zone che ieri sono state invase dall'acqua. La Polizia Locale rimarrà a disposizione dei residenti di via Giunio Bruto con una pattuglia sempre presente sul posto. 

"Questa mattina sono stato in via Giunio Bruto con il presidente del Quartiere Borgo Panigale-Reno, Vincenzo Naldi - afferma il sindaco di Bologna, Virginio Merola - per confermare la vicinanza del Comune ai cittadini colpiti dalle conseguenze della piena del Reno. E' il momento di stare al loro fianco e di non lasciare solo nessuno. Per questo è importante la richiesta che la Regione Emilia-Romagna farà al governo di dichiarare lo stato di emergenza nazionale, e anche l'impegno a risarcire tutte le persone che hanno subìto danni". 

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L'allarme di Coldiretti

"Sono finiti sott'acqua centinaia di ettari di coltivazioni seminati a grano" e "risultano invasi dal fango anche terreni preparati per le bietole e il mais con l'esondazione del fiume Reno in Emilia", è l'allarme lanciato da Coldiretti che sottolinea come l'ondata di maltempo ha colpito l'agricoltura "lungo tutta la penisola, dalla Toscana alla Campania". I danni nelle campagne potrebbero "arrivare a milioni di euro".

Anche se è ancora presto per un valutazione esatta dei danni – afferma Coldiretti Bologna – da un primo esame sono stati colpiti oltre 200 ettari di terreno agricolo coltivato soprattutto a seminativo ed è stata allagata anche la cantina sociale di Argelato. Sott’acqua in campagna è finito il grano già seminato e c’è il rischio che l’intero raccolto di un anno vada perduto per decine di aziende. Se l’acqua non defluisce in fretta – informa Coldiretti provinciale – le radici delle piantine di grano soffocheranno. A rischio anche le semine primaverili di mais e barbabietole – aggiunge l’organizzazione dei coltivatori – in quanto i terreni erano già stati preparati e l’alluvione ha distribuito sui campi fango frammisto a rami, sassi e rifiuti che renderanno il terreno inutilizzabile nell’immediato futuro".

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La nuova allerta meteo

Per la giornata di domani cala l'allerta meteo, da rossa, ad arancione o gialla, in Emilia Romagna. Secondo l'ultimo bollettino di Arpae e Regione, dalla mezzanotte del 4 febbraio a quella del 5 febbraio è prevista allerta arancione per criticità idraulica nella pianura emiliana orientale e sulla costa ferrarese dovuta al lento esaurimento delle piene in atto; criticità 'arancione' idrogeologica nei bacini emiliani dovuta alla possibilità di innesco di fenomeni franosi. Allerta gialla per criticità idraulica nei bacini emiliani orientali e nella pianura emiliana centrale e per criticità idrogeologica nei bacini romagnoli.