Bologna, 13 novembre 2016 - Più che una moda ormai è un culto, con i suoi praticanti e i suoi luoghi sacri. La barba, da feticcio intellettuale e simbolo di anzianità, è ora diventata un vezzo diffuso, da trattare con cura.

A Bologna, come del resto accade ovunque, sono moltissimi i barbieri che cavalcano questo stile, ma solo alcuni lo fanno in modo inconfondibile e personale. Lorenzo Caruso è in prima linea tra questi e il suo Hair Gear Club, in via Polese, è ormai un'istituzione. “Sempre più clienti si fanno sistemare la barba – dice tenendo fra i denti una sigaretta spenta – e spesso io lo faccio gratis, dopo i capelli, perché è rilassante e contribuisce a fidelizzare i miei ospiti ”. Si sa, però, che c'è barba e barba. Dal pizzetto ai baffi e dallo stile vichingo alla basetta, Lorenzo è pronto a tutto, purché in negozio si respiri l'aria giusta. “A me piace la musica – prosegue – e l'identità di questo posto rispecchia il mio essere rock, ma quello che più importa è che le persone apprezzino l'atmosfera, perché vendo un'esperienza, non un taglio di capelli”.  A chi dice che è il migliore sul mercato, però, Lorenzo ribatte prontamente. “Spero di essere il più onesto ma sono sicuro di non essere il più bravo, perché le barbe migliori, a Bologna, oggi le fanno in piazza Roosevelt”.  Umile e capace, dunque, e molto bene informato.

Il New Deal-Pusher barber shop, in piazza Roosevelt appunto, con la sua atmosfera elegante e contemporanea a base di folta peluria e una punta di hipsteria, sa coniugare la vendita di prodotti da barba con la vocazione del salone tradizionale, in linea con le tendenze più moderne. E non è il solo.

Il Barber Shop di Dino Candelà, in via Carbonesi sembra infatti uscito direttamente dagli anni '50 ma offre tutto il meglio per i barbuti di ogni generazione.

Per gli amanti del gusto retrò, inoltre, vale di certo una visita la Barberia Marchi, in piazza Cavour, dove le macchinette elettriche lasciano spesso il posto a pennelli e rasoi a mano e dove farsi la barba può trasformarsi in un viaggio nel tempo.

C'è, poi, anche Francesco Scigliano, che, sotto il portico di piazza Santo Stefano, cura la sua “arte del barbiere” in una bottega che ospita forbici e rasoi dal lontano 1922.