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Il vicepremier Luigi Di Maio con Massimo Bugani

Bologna, 13 luglio 2018 - Nel suo nuovo ufficio, a Palazzo Chigi, si deve ancora ambientare. Intanto, mentre scende a Roma, studia gli orari dei treni da e per Bologna. Perché da ieri, Massimo Bugani – capogruppo del Movimento 5 stelle in Comune – ha un nuovo incarico nella Capitale. È stato nominato vicecapo della segreteria del vicepremier Luigi Di Maio, di cui da anni è uno dei più fidati collaboratori. «Ho un ruolo di raccordo, di supporto e di filtro fra i nostri ministeri (cioè quelli retti da ministri pentastellati, ndr) e i nostri amministratori ed eletti nei territori», spiega Bugani.

Il sostegno agli enti locali è un impegno che lo stesso Di Maio ha assicurato ai propri eletti. «I problemi di chi amministra – ha scritto il vicepremier sul blog del Movimento – sono veramente tanti: dalle questione legate al personale, agli eccessi di responsabilità (anche penale) in capo ai primi cittadini; dallo strapotere della burocrazia, alla mai risolta questione delle ex province». Di questo si dovrà occupare Bugani, insieme con Valentina Corrado e Ignazio Corrao.

Bugani guarda dalla finestra del suo ufficio. «Penso che solo pochi anni fa siamo siamo partiti dentro un bar, con Nick il Nero (videomaker amico di Bugani, ndr) e Marco Piazza, oggi vicepresidente del consiglio comunale, quando l’obiettivo massimo era arrivare al 3 per cento e fare un consigliere in Comune... E adesso ci troviamo a Palazzo Chigi».

Per ora, Bugani manterrà anche il suo posto fra i banchi di Palazzo d’Accursio. «Posso fare molto del mio lavoro anche da Bologna – afferma –, restando in contatto diretto sia con Di Maio sia con i sindaci e gli eletti del Movimento. E quando servirà farò avanti e indietro».

Finché sarà possibile, Bugani continuerà a fare parte di «un gruppo consiliare strepitoso. A cominciare da Piazza, il migliore compagno di viaggio possibile. Ma con tutti i colleghi del gruppo devo condividere il merito di questo mio nuovo incarico». Certo, riconosce Bugani, l’impegno non sarà semplice. «Piedi saldi e pancia a terra. Certo, qui è tutto molto complesso, ci sono tante difficoltà. Ma amo le sfide difficili, e poi conosco bene i problemi degli amministratori».

Intanto, la macchina dei Cinque stelle si prepara alle elezioni regionali del 2019. «Stiamo già lavorando». Questa volta la gara, assicura Bugani, «è aperta, anche se la legge elettorale che non prevede il ballottaggio penalizza molto chi sfida il governatore uscente». Sempre che Stefano Bonaccini non decida di correre per la segreteria nazionale del Pd.

In ogni caso, assicura Bugani, «noi presenteremo una candidatura di grande spessore, di alto livello. Saremo all’altezza della sfida».

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