Bologna, 28 novembre 2021 - Un post per spiegare e scusarsi di ciò che è accaduto dopo la bufera nella quale si è trovata Erika Capasso. Al centro il fotogramma con la scritta Acab (‘All cops are bastards’, tutti i poliziotti sono bastardi) di un video della manifestazione di ‘Nonunadimeno’, condiviso dalla delegata metropolitana del sindaco che coordina Quartieri e Terzo Settore e che è diventato virale. A infiammare la polemica il leader leghista Matteo Salvini che ieri aveva detto: "Non bastano le dimissioni, la denuncio". 

Per rispondere e spiegare ciò che era avvenuto Erika Capasso ha quindi affidato sempre ai social la sua spiegazione e le sue scuse: "Per fare un po’ di ordine ci tengo a condividere alcune righe, per mettere in fila quanto accaduto nelle ultime 36 ore rispetto a quanto mi sta accadendo - spiega la delegata metropolitana del sindaco -. Ieri mattina sarei voluta andare a Roma, con tante e tanti altre da tutti Italia, per la manifestazione nazionale contro ogni violenza sulle donne e di genere. Purtroppo impegni altri mi hanno trattenuta a Bologna e così, ieri mattina, ho condiviso un post della pagina bolognese del movimento che si batte per i diritti delle donne e che organizzava la manifestazione. Il contenuto del post era organizzativo e informativo. Informazioni logistiche importanti per l’arrivo a Roma da Bologna e la ripartenza. L’ho condiviso nelle storie commentando con un augurio di buona manifestazione. Nel video collegato al post si vede una scritta offensiva per le forze dell’ordine, una scritta a cui non ho prestato attenzione, erroneamente".

"Il mio non prestare attenzione a quella scritta - spiega ancora Erika Capasso - è stata una leggerezza che nulla aveva a che fare con la volontà di esprimere un giudizio negativo, o di attaccare le forze dell’ordine, alle quali ho espresso ieri, e ribadisco oggi, le mie scuse. Credo siano un’istituzione importante, meritevole di sostegno e rispetto nonché preziose alleate nel combattere e contrastare la violenza. La collaborazione da parte delle istituzioni è imprescindibile con l’obiettivo di garantire il bene comune".

"Come nella vita sarà successo a tutti, ho ripostato velocemente senza poi ritornarci su, dedicandomi agli altri impegni della giornata - aggiunge - . Una amica mi ha segnalato la cosa. Appena ho realizzato che quella condivisone poteva mandare un messaggio fuorviante e non coerente con le mie intenzioni, l’ho immediatamente cancellato. Nonostante questo è partita una campagna denigratoria, dalla destra locale fino al Segretario nazionale della Lega Salvini, che non perde occasione per gettare in pasto ai suoi follower qualcuno da insultare".

"E come sempre accade in questi casi, da ieri, dopo il suo post, ricevo messaggi violenti e di insulti che vanno ben oltre il merito della vicenda - conclude -, ma si soffermano generalmente sul fatto che sarei una “squallida zecca” una “comunista” (come poi fosse un’offesa) e una “scafista”, o che meriterei di non trovare aiuto laddove mi trovassi ad averne bisogno, per citarne solo alcune. Credo di essere sempre stata una persona corretta. Quando sbaglio non faccio fatica a riconoscere un errore e chiedere scusa. Ma nulla, nulla, può giustificare lo scatenare campagne d’odio di questo tipo. Non auguro a nessuno, neppure a quelli che oggi mi insultano, di trovarsi in questa posizione".