Da sinistra, la vicesindaco Silvia Giannini e il sindaco Virginio Merola (FotoSchicchi)
Da sinistra, la vicesindaco Silvia Giannini e il sindaco Virginio Merola (FotoSchicchi)

Bologna, 29 marzo 2016 - «Lasciamo un bilancio solido e in ordine, che consentirà alla prossima giunta, qualsiasi essa sia, di poter investire sulla città». Così il sindaco Virginio Merola e la sua vice, con delega al Bilancio, Silvia Giannini, hanno presentato il bilancio consuntivo del 2015, l’ultimo prima delle elezioni. Tra i numeri che hanno caratterizzato il bilancio comunale di questi ultimi cinque anni ci sono stati soprattutto i tagli statali (-200 milioni di euro dal 2011), a cui il Comune ha fatto fronte riducendo del 17% la sua spesa corrente, in particolar modo sul personale (-30,9 milioni nel periodo 2010-2015). Nonostante i tagli dei trasferimenti statali e le incertezze con la tassazione sulla prima casa – Imu, mini-Imu, Tasi e poi l’abolizione di ogni imposta – il Comune in questi ultimi anni, ha rivendicato la Giannini, è riuscito anche a ridurre il debito complessivo dell’ente, passato dai 265 milioni del 2010 ai 156 di fine 2015 (circa 750 euro a famiglia).

Sulle multe la Giannini ha sottolineato come il livello medio di incassi da parte di Palazzo D’Accursio sia rimasto «stabile intorno ai 40 milioni di euro l’anno», elemento che conferma come «non è vero che abbiamo fatto cassa con le multe». Il numero delle contravvenzioni è sì aumentato negli ultimi anni, ma vari elementi (tra cui lo sconto del 30% per chi salda entro cinque giorni) hanno pressoché lasciato invariata la quantità di soldi che entrano nel Bilancio del Comune.

«Il gioco di squadra della giunta e dell’amministrazione è stato fondamentale per affrontare questi anni difficili – ha sottolineato la vicesindaco –. La riqualificazione e la revisione della spesa va sempre fatta, non bisogna mai abbassare la guardia, perché non si può dimenticare che ogni euro speso è un euro dei cittadini». Il sindaco Merola ha aggiunto: «Abbiamo dimostrato che si può avere una politica di bilancio rigorosa e, al tempo stesso, salvaguardare i servizi sociali e gli investimenti».