Bologna, 7 maggio 2021 - Sono ormai ufficiali le deleghe di Lucia Borgonzoni, sottosegretaria ai Beni e alle Attività culturali. E saranno tanti gli ambiti di intervento della senatrice bolognese della Lega, che spaziano – nel vero senso del termine, c’è anche la delega al Comitato interministeriale per le politiche relative allo spazio e all’aerospazio (Comint) – dalle industrie culturali e creative, alle attività relative all’attuazione delle Convenzioni Unesco, fino alla musica e lo spettacolo dal vivo. Quest’ultimo, in particolare, un settore particolarmente provato dal lungo anno di pandemia e chiusure.

Sottosegretaria Borgonzoni, quali sono le priorità su cui sta lavorando?
"L’urgenza è la ripartenza del Paese, soprattutto attraverso le riaperture. Come Ministero ci occuperemo del rilancio di imprese creative e di attività culturali, essenziali per l’Italia, visto che il settore della cultura e il suo indotto corrispondono quasi al 17% del nostro Pil. Inoltre, ho nuovamente la delega alle attività e iniziative relative all’attuazione delle Convenzioni Unesco, alle quali mi dedicherò. Prioritarie per il rilancio della cultura sono anche il settore della musica e il sostegno all’ imprenditoria giovanile, con progetti studiati ad hoc".

A Bologna ci sono timidi segnali di ripresa del turismo. Ma, dopo le sospirate riaperture molti operatori lamentano il coprifuoco troppo rigido. Un allargamento degli orari è già in discussione, si può fare di più?
"Ritengo che il coprifuoco sia una vera assurdità. Abbiamo ampiamente dimostrato che i maggiori vettori di contagio siano i mezzi pubblici stracolmi e non i ristoranti o i teatri con i loro fruitori. Tra l’altro, con l’arrivo della stagione estiva non è ipotizzabile un coprifuoco alle 22, visto che molti spettacoli non iniziano prima delle 21. Quindi, il coprifuoco va assolutamente eliminato e, in attesa che ciò avvenga, ho proposto di usare il singolo biglietto dello spettacolo, indicante data e orario di inizio e fine, come giustificativo per rientrare a casa".

Ma come si può realmente conciliare salute e voglia di tornare a vivere gli eventi?
"Basta seguire regole precise per tutelare la salute di tutti, godendo degli eventi e degli spettacoli dal vivo. Vogliamo far partire una sperimentazione come già successo per il concerto spagnolo e siamo sicuri che, muovendoci con protocolli, avremo gli stessi risultati".

Uno dei settori che in passato è stato di sua competenza, il cinema, è uno di quelli che ha sofferto di più. Così come la musica. E nei giorni scorsi le discoteche bolognesi hanno lanciato un grido d’allarme.
"I settori della cultura, dai cinema- per cui ho tanto lavorato e lavoro-, ai teatri, ai live club, i cui gestori ho già incontrato, hanno bisogno di certezze soprattutto per ottobre. Anche se siamo tutti certi che non ci sarà bisogno di questi protocolli, perché le vaccinazioni saranno di fatto ultimate, chi ha un luogo dove si fa cultura deve poter programmare gli eventi e, per farlo oggi, deve avere certezze. Quello che chiede il comparto è di poter ricominciare a lavorare, anche perché i ristori e sostegni valgono poco se non si riprende con le attività. La loro non ripresa rischia di farci perdere le piccole realtà musicali, teatrali che sono il cuore pulsante del settore. Nell’ambito del Pnrr stiamo inserendo tanti progetti, con programmazione di bandi per la nascita di centri di creatività".

Su quali elementi deve puntare una città come Bologna per ripartire e attrarre visitatori anche d’estate?
"Bologna è una città dalla forte attrattività culturale e turistica. Bisognerebbe mettere maggiormente in rete tutta la provincia, sviluppando maggiori rapporti di sinergia anche con le altre città della Regione, attraverso proposte turistiche condivise, che garantiscano la permanenza del turista con più pernottamenti, usando Bologna come luogo da cui partire e tornare".