Bologna, 19 gennaio 2021 - Il governo è più debole. Il premier Conte regge, ma la maggioranza assoluta non ce la fa a raggiungerla. Morale: un esecutivo più debole rischia di avere ripercussioni anche sulle Comunali 2021 a Bologna. Tante le domande: che cosa succederà il giorno dopo la fiducia al cardiopalma al Senato? I numeri sono risicati e il centrodestra sottolinea le difficoltà a governare le commissioni e, quindi, a gestire i fondi del Recovery Plan. Da qui, il capitolo infrastrutture (dal tram al Passante) potrebbe avere meno certezze.

Il sottotesto, comunque, da parte del centrodestra (Lega, Fdi e Forza Italia) è che  'con un governo così, possiamo farcela anche sotto le Due Torri'. Dall'altra parte, invece, il Pd resta cauto. In attesa di vedere le prossime mosse. Il deputato dem Andrea De Maria, dopo aver gioito per i numeri alla Camera, dopo la conta al Senato è più cauto: "Si conferma il valore della posizione di serietà e responsabilità  assunta dal Partito Democratico. Ora dobbiamo lavorare per rafforzare e consolidare governo e maggioranza. Avremo modo di ragionare insieme nel Pd su come affrontare i passaggi successivi con unità e determinazione, come abbiamo fatto fino ad ora. Per quanto riguarda Bologna, il Pd dovrà proseguire, con la guida del segretario Luigi Tosiani e del suo gruppo dirigente, il suo percorso verso le amministrative, confrontandosi, con spirito unitario, nei suoi gruppi dirigenti".

Resta aperta la porta ai moderati. E, quindi, anche a Italia Viva, dopo che la stessa sindaca renziana Isabella Conti, si era detta disponibile al dialogo coi dem bolognesi. "Confermo l'importanza  dell'obiettivo della costruzione, per le prossime elezioni amministrative a Bologna, di una coalizione di centrosinistra larga e inclusiva, aperta ai moderati, basata sulla chiarezza programmatica", ripete De Maria. Concetto sostenuto da Pier Ferdinando Casini che, dopo le critiche a Conte, ha comunque votato sì alla fiducia. Di certo c'è, da sinistra a destra, la preoccupazione per un governo indubbiamente più instabile, visto che al Senato si è fermato a quota 156 sì contro 140 no, quindi sotto la maggioranza assoluta. "La certezza della solidità di governo a livello nazionale è fondamentale da tanti punti di vista per Bologna. Certamente anche per realizzare le grandi opere infrastrutturali per la mobilità", dice il deputato dem. 

Da Fratelli d'Italia, Galeazzo Bignami, attacca: "È chiaro che un governo così si trova privo di qualsiasi legittimità a portare avanti progetti e proposte quali quelle del Recovery Plan, sia quelle che erano già preventivate. L’ennesima inconcludenza del Pd e del M5S". E aggiunge: "A questo punto la strada maestra per noi resta il voto in primavera da abbinare alle comunali”, dice Bignami. E mentre la Lega ricorda che domani Matteo Salvini potrebbe salire al Colle, il dem Gianluca Benamati spiega: "La prosecuzione dell’azione di governo non è solo importante per la prosecuzione delle attività già in corso  sulla città molte delle quali, fortunatamente in stato avanzato dal punto di vista finanziario, progettuale e autorizzativo. Il punto vero è la continuità delle attività sul Recovery Fund e sui ristori. Questo attiene sia alla  mitigazione dei danni economici della pandemia ancora in corso, ma anche alle azioni altrettanto necessarie per fare ripartire la nostra città".

Per il resto, dal Pd di Bologna, non c'è intenzione di fermarsi. Il percorso continua. E la prossima settimana è attesa la Direzione Pd. Resta da capire la data del voto. Se le Comunali, come pare, resteranno fissate a primavera inoltrata le primarie risulteranno più difficili causa Covid. Diverso, invece, sarebbe se le amministrative slittassero in autunno: a quel punto sarebbe difficile dire no ai gazebo.