Bologna, 15 aprile 2018 - Critelli, allora rimane segretario del Pd?

«Confermo quanto ho già detto in direzione, dove non ho ricevuto risposte negative: io, sia per convinzione politica sia per carattere, non abbandono la nave». Francesco Critelli, neo parlamentare democratico, parla poco, ma quando lo fa, non lascia prigionieri: «Se rispetto alla direzione del 19 marzo, poi, qualcuno ha cambiato idea e ritiene opportuno che la segreteria non resti al proprio posto, beh, allora siamo pronti a confrontarci in maniera democratica attraverso gli organismi e le procedure previste e nelle sedi deputate». Avviso ai naviganti.

Peraltro, segretario, alle porte ci sono le amministrative: 38 Comuni nel 2019 vanno al voto.

«Infatti sono consapevole che in una fase così difficile, con voti fondamentali alle porte, serve uno scatto in avanti verso la collegialità dopo un congresso provinciale difficile. Ora dall’unità, che mi pare sia stata ampiamente trovata, dobbiamo passare alla collegialità».

Anche perché l’esito del voto nazionale, seppure migliore a Bologna che nel resto d’Italia, è stato uno choc.

«Qui è andata meglio, ma il dato storico di questa sconfitta non si può limitare ad assemblee e incontri fini a se stessi. Bisogna capire cosa è mutato nel profondo della società italiana e dei territori. Dobbiamo riflettere su come il Pd possa mettere in campo strumenti, azioni e proposte politiche adeguate alle necessità odierne dei cittadini. E non penso sia sufficiente individuare un capro espiatorio o sostituire un leader».

Abbiamo capito che manterrà il doppio incarico. Manterrà anche un doppio stipendio?

«Ho chiesto di andare in aspettativa per incarico pubblico, dal 23 marzo, quindi percepirò solo lo stipendio parlamentare. Faccio il segretario gratis».

Fuori i conti: quanto ha speso in campagna elettorale?

«4.100 euro».

Chi l’ha finanziata?

«Non ho problemi a dirlo: nessun euro direttamente da privati o imprese, ma 3.300 da cene di autofinanziamento e 800 euro di tasca mia».

L’anno prossimo non ci saranno solo le elezioni amministrative, ma anche le Regionali.

«Una cosa abbiamo capito: non diamo più nulla per scontato, ogni territorio è contendibile. Per le Regionali sono molto preoccupato: il 4 marzo la sconfitta è stata storica. Non basta più il buongoverno. Ecco perché abbiamo posto alcuni temi, manifestando alcune criticità emerse in campagna elettorale: qualcuno le ha descritte come una richiesta di posti che non c’è mai stata e non ci sarà, banalmente in maniera seria e responsabile in tanti hanno manifestato alcune riflessioni».

Dunque non avete messo nel mirino l’assessore Sergio Venturi?

«Io lo ringrazio, ha incontrato i parlamentari e si è messo a disposizione per un tour dei territori. Cerco di essere più chiaro: noi non possiamo più cavarcela dicendo ‘Va tutto bene, madama la marchesa’. Non abbiamo più alibi».

Si pone quindi anche un tema di alleanze, pure in vista delle future Amministrative.

«Avremo dopo 9 anni un congresso regionale che dovrà essere occasione di rilancio vero. Sul fronte delle coalizioni, dobbiamo fare accordi larghi, parlare con forze della sinistra e non solo, guardando a realtà civiche, alle autentiche e sane forme di partecipazione che si manifestano nei nostri territori».

I sindaci chiedono, ad esempio, di andare avanti con il Passante di mezzo.

«E’ irresponsabile mettere in discussione la realizzazione di un’opera importantissima per il territorio metropolitano».

L’altro tema fondamentale è stato quello della sicurezza.

«E andremo avanti, a Bologna l’avvio dell’assessore Aitini è stato ottimo. Bologna deve respingere ogni forma di illegalità, garantendo il rispetto per i più deboli e dicendo no alle zone franche».

Il Pd è in una situazione magmatica nazionale. Come inizierà la sua attività parlamentare?

«Ho chiesto di entrare in commissione agricoltura: nel collegio in cui sono stato eletto (San Giovanni in Persiceto, ndr) il tema agrario è centrale. E’ fondamentale poi lavorare sull’associazionismo, la riforma del terzo settore si sta compiendo e voglio farmi carico di proposte di legge, raccogliendo sollecitazioni giunte in campagna elettorale. Poi, va da sé, sarà fondamentale stare vicino ai Comuni e ai nostri territori».