Bologna, 29 gennaio 2'018 - Luigi Di Maio arriva in ritardo, ma spara le sue 'solite' bordate. Dalle quali, però, salva il mondo della cooperative che è venuto a omaggiare con una tappa del suo 'Rally per l'Italia' alla sede di Conserve Italia a San Lazzaro. Le cooperative – scandisce - "sono una grande realtà produttiva del nostro Paese", perché "producono ricchezza per l'Italia" e il loro mondo "adesso sta inserendo nei propri codici etici il divieto di finanziamento alle forze politiche". Si tratta ora di "migliorare un settore e proteggerne la ricchezza". La cooperazione, dice ancora il leader dei 5 Stelle, "è importante perché permette a chi produce di non delocalizzare" e le coop oggi "stanno portando avanti la battaglia contro le false cooperative, una cosa che vogliamo portare avanti insieme".

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Poi uno sguardo alla politica locale con un attacco frontale a Pier Ferdinando Casini. "Il Pd oggi chiude le liste. Vediamo. So che chiuderanno per Casini a Bologna" e "capiremo quale sarà il testa a testa, spero che non ci sarà proprio il testa a testa con un signore come Casini che si viene a candidare a Bologna dopo essere stato presidente della Commissione inchiesta sulle banche e aver fatto di tutto per non farla lavorare correttamente".

Per quanto riguarda i fatti di casa sua, specifica che “lunedì presenterò i candidati ai collegi uninominali d'Italia. Presenteremo tanti nomi che vengono dal mondo dell'atletica, dell'industria, dell'università, della ricerca, dell'imprenditoria. Si stanno facendo avanti in tanti" e – promette - "ci saranno tante sorprese, ci saranno dei candidati che - ha concluso Di Maio - non sono proprio dei gruppi del Movimento 5 Stelle ma ne condividono i valori".

Il tour di Di Maio è proseguito con un "incontro pubblico" con i lavoratori della BredaMenarinibus, privatizzata e da mesi alle prese con una difficile situazione finanziaria. "Prima, fuori da questi cancelli venivano i leader della sinistra, oggi quelli della sinistra svendono i gioielli di Stato a grandi gruppi stranieri tutto per la 'religione' della riduzione del debito, peccato che il debito poi non si riduce", ha detto Di Maio ai lavoratori. "Siamo gli unici - ha sottolineato - che sono contro questo genere di privatizzazioni, perché sia Berlusconi sia Renzi hanno nel loro programma un piano di privatizzazioni che cedera' all'estero tante altre aziende di Stato per fare cassa e continuare a pagarsi i loro privilegi".

Coi lavoratori Di Maio si è congedato con la speranza di riprendere il discorso da presidente del Consiglio. "Speriamo di poterci aggiornare tra 40 giorni - ha detto - la vera sfida è che poi dal 5 marzo teniamo fede ai patti e a quello che abbiamo detto".