Bologna. 22 aprile 2021 - Marco Lombardo, assessore al Lavoro del Comune, lei all’ultima Direzione Pd si era dichiarato indipendente rispetto alla scelta di sostenere uno o l’altro candidato Pd in campo per le Comunali, Lepore o Aitini. Cosa è cambiato?
"Il quadro è mutato. Con la prospettiva della diminuzione dei contagi e la presenza di più candidature in campo, a Bologna patria dell’Ulivo le primarie di coalizione erano inevitabili. Sta a noi trasformarle in una grande opportunità. Chiunque perda deve accettare subito di sostenere chiunque vinca. Dalla sana competizione alla leale collaborazione per sconfiggere alle elezioni la Destra che è il nostro avversario da battere".

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Destra che è ferma al palo, adesso la sfida è tra i due assessori del Pd e Isabella Conti di Italia Viva. Che si fa?
"Propongo un patto di stile, facciamo primarie gentili, senza attacchi personali, confrontiamoci sulle idee della città. Perché le primarie possono essere un bagno di umiltà e di rigenerazione civica per il candidato sindaco del centrosinistra".

E’ stata Isabella Conti a parlare di campagna ’gentile’. Sta dicendo che la sosterrà?
"La candidatura di Isabella sta generando entusiasmo e può diventare un grande fattore di mobilitazione al voto. Sono convino che sia la candidatura più forte in campo per vincere contro il centrodestra".





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Perché è più forte rispetto alla candidatura di Lepore?
"Perché dobbiamo aprire una stagione nuova, che sia ingrado di andare oltre gli steccati. E dai buoni risultati dell’amministrazione di questi anni si può costruire un laboratorio politico nazionale e internazionale. Dico anche che molti dei temi che Isabella ha affrontato dalla sua discesa in campo, dal lavoro all’associazionismo, dall’Europa alle disabilità, sono tutti miei".

Tematiche che ha citato anche Matteo Lepore .
"Ma infatti le primarie non devono trasformarsi in una guerra tribale. Siano una competizione sana tra due idee diverse di città. Meno spirito bellicoso e più confronti sui contenuti".

Lepore ha detto che Renzi va fermato come Salvini.
"Non ho condiviso molte scelte di Renzi negli ultimi tempi. Ma ho ascoltato la voglia di Isabella di candidarsi da indipendente, e voglio portare il mio contributo perché quest’indipendenza si misuri nei contenuti. A partire dai diritti, dal dialogo sociale, dal riconoscimento dei corpi intermedi e dal contrasto al lavoro povero. Su queste cose che si misurerà l’indipendenza della sua candidatura".

Lei è il primo big del Pd che sceglie di sostenere la Conti.
"E forse non sarò l’unico"

Ma come la spiega una scelta del genere all’elettorato?
"Le primarie di coalizione servono per scegliere la persona e il progetto di città. Non per votare il proprio simbolo: per quello ci sono le elezioni".

Come fa un dirigente Pd a scegliere un candidato diverso?
"Usciamo dall’ossessione del renzismo e dell’antirenzismo. Credo che Isabella possa costruire una coalizione di governo alla Bonaccini, dal Pd agli ecologisti, fino agli europeisti, la sinistra riformista, i moderati e l’M5s. Le primarie devono portarci a essere esploratori di nuovi spazi, non guardiani dei propri confini. il Pd non può avere paura del confronto. Dico quindi agli elettori dem di scegliere liberamente per il bene di Bologna, consci della presenza di ottimi candidati. Cito Leonard Coen: ’C’è una crepa in ogni cosa, ma è da lì che filtra la luce".

Teme provvedimenti da parte della Federazione? E il sindaco Merola come la prenderà?
"Non credo in provvedimenti a mio carico: sia Tosiani sia Bonaccini si sono espressi in favore delle primarie. Ho sempre tenuto distinto il piano amministrativo dal ruolo politico, e bisogna avere l’orgoglio di valorizzare gli ottimi risultati dell’amministrazione: sono convinto che l’investimento dello stadio non sia solo per i tifosi o per il Bfc, ma per tutta la città. Ma credo anche che ci sia bisogno di riportare Bologna nelle traiettorie della politica nazionale".