La presentazione della campagna elettorale di Bonaccini in Fiera (foto Schicchi)
La presentazione della campagna elettorale di Bonaccini in Fiera (foto Schicchi)

Bologna, 13 novembre 2019 - In completo scuro e maglietta bianca, senza la cravatta d'ordinanza, Stefano Bonaccini ha aperto dalla Fiera la sua corsa al bis in Emilia-Romagna. Lo ha fatto insieme a decine di sindaci della Regione che hanno deciso di sostenerlo: "Molti non sono nemmeno del Pd o ci hanno battuto alle ultime elezioni, è un segnale molto forte", ha spiegato. Ai primi cittadini è stata affidata un missione chiara, quella di aiutarlo a vincere, spostando l'attenzione della campagna elettorale dal quadro nazionale a quello locale: "Chiedo loro una mano, la Regione a volte appare lontana, ma con il loro aiuto sarà più semplice far capire quale sia la posta in gioco".

La scelta del luogo non è stata causale, perché proprio il padiglione 19 aveva ospitato le udienze preliminare del processo Aemilia. "A spese della Regione", ha rivendicato Bonaccini. Sullo sfondo una riproduzione della cartina della Regione che campeggia nell'ufficio del governatore, con una bandierina per ogni Comune visitato: "So dirvi dove sono senza usare Google Maps". Frecciata inviata alla sua avversaria, Lucia Borgonzoni: "Noi abbiamo un progetto, loro devono mandare a casa Conte". E ancora: "Se non sarò eletto io resterò qui, non so se la mia sfidante può dire la stessa cosa: Salvini non si vedrà fino alle prossime elezioni, lei forse tornerà a Roma".

A sostegno di Bonaccini anche gli interventi del sindaco di Bologna, Virginio Merola, e di quello di San Lazzaro, Isabella Conti. Durissimo il primo: "La Lega disprezza le idee degli altri, perché non ne ha. Non c'è nessuna proposta in positivo su come affrontare e risolvere al meglio le questioni, ma solo odio".